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19 ottobre 2018

I MUSEI CIVICI DI MONZA PRESSO LA CASA DEGLI UMILIATI: NARRAZIONE STORICO-ARTISTICA DELLA CITTÀ

I MUSEI CIVICI DI MONZA PRESSO LA CASA DEGLI UMILIATI: NARRAZIONE STORICO-ARTISTICA DELLA CITTÀ

La sede dei musei civici di Monza si trova in via Teodolinda 4, ospitatata dalla Casa degli Umiliati.
Gli Umiliati erano un ordine religioso medievale presente in gran parte del territorio lombardo. Sopravvissero con i loro ideali di frugalità, sobrietà, povertà e grande dedizione al lavoro fino al 1571, quando Carlo Borromeo sciolse l’ordine.
La Casa degli Umiliati di Monza ha subito molteplici modifiche e interventi nel corso dei secoli, ma è stata scelta come sede dei Musei proprio per la sua lunga storia, simbolo della longevità della città di Monza.

La collezione comprende le raccolte della Pinacoteca Civica (aperta nel 1935, chiusa nel 1984) e del Museo Storico dell’Arengario di Monza.
I Musei Civici sono stati istituiti nel 1935, a seguito della donazione di un importante nucleo di opere al Comune di Monza da parte di Eva Galbesi Segrè, avvenuta nel 1923. Questa collezione iniziale si è arricchita velocemente nel corso dei decenni per merito di donazioni e lasciti, ma anche e soprattutto per raccogliere le opere create nell’ambito delle iniziative artistiche novecentesche: le Biennali d’arte decorativa, dal 1923 al 1930, il Premio di Pittura Città di Monza, le opere prodotte presso l’ISIA (al tempo Istituto Superiore per le Industrie Artistiche, oggi Istituto Statale d’Arte “Nanni Valentini”) e la Biennale Giovani Monza, istituita nel 2005.

Tutte queste iniziative ed esperienze artistico-culturali hanno contribuito ad arricchire il Museo, che oggi propone tredici sezioni, alcune specificatamente dedicate a tali eventi. Al piano terra per esempio c’è una sezione dedicata alla Biennale Giovani, mentre una delle ultime sezioni è intitolata “Monza anni Venti. ISIA e Biennali”.

Il Museo si sviluppa su due piani. Il percorso parte dal cortile, in cui sono esposte una serie di manufatti archeologici ritrovati nel territorio monzese, databili tra il I secolo a.C. e il II d.C.

Cortile con i manufatti esposti

Il percorso espositivo spazia poi dal XVI al XX secolo, ma il nucleo fondamentale del museo è sicuramente quello dedicato agli artisti monzesi dell’Ottocento e alle opere del Novecento.

Per l’Ottocento sono da ricordare Mosè Bianchi, il figlio Gerardo e il padre Giosuè, che hanno ritratto il volto della cittadina lombarda sul finire del secolo. Un altro pittore che narra la vita quotidiana della Monza di fine secolo è il nipote di Mosè, Pompeo Mariani, che lavora spesso en plain air nel parco di Monza.
Inoltre Eugenio Spreafico, conterraneo e contemporaneo di Bianchi, che si dedica alla pittura di paesaggio, così come alla narrazione della vita di tutti i giorni.

L’esposizione dedicata al XX secolo è allestita nel bellissimo spazio del sottotetto, e ospita lavori di Fausto Pirandello con la tela Nudo allo specchio, di Arturo Martini con l’imponente scultura Leda e il cigno, da ammirare da tutte le angolazioni; e poi di nuovo tele che rappresentano la Monza di cent’anni fa di Anselmo Bucci, Eugenio Baroni e Guido Caprotti.

Arturo Martini, Leda e il cigno, 1889-1947, gesso

I Musei civici si trovano nel centro città, facilmente raggiungibili a piedi dalla stazione ferroviaria, che collega Monza e Milano in mezz’ora.
Il biglietto per accedere ai Musei è di 6 euro intero, e sono offerte una serie di convenzioni per usufruire della tariffa ridotta a 4 euro, oppure gratuita.


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