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23 aprile 2018

Il design a portata di arnia: Francesco Faccin e la Honey Factory

Il design a portata di arnia: Francesco Faccin e la Honey Factory

Designer milanese e ormai internazionale, classe ‘77, fondatore di uno studio che collabora con clienti da tutto il mondo: stiamo parlando di Francesco Faccin, personalità in cui si incontrano “determinazione unita a quel sentore di follia che è così utile ad un progettista”, secondo le parole di Enzo Mari con il quale ha lavorato per parecchi mesi. Nome sempre presente al Salone del Mobile, il designer è particolarmente legato a progetti green ed essenziali, come le artistiche Doggy Bag realizzate con una squadra per Comieco e Slow Food contro lo spreco di cibo. Anche per questo Francesco Faccin è stato menzionato nel calendario Lavazza, insieme ad altre diciassette personalità che con i loro progetti hanno rispettato l’obiettivo dell’ONU: salvaguardare il pianeta.

Tra i vari progetti ai quali ha lavorato, spicca senza dubbio la sua Honey Factory, nata per sensibilizzare la popolazione al problema globale della diminuzione di alveari e api, animali indispensabili per l’impollinazione. Basti pensare che in alcune regioni della Cina l’ape è estinta a causa dell’uso di pesticidi e il suo lavoro è stato sostituito dagli uomini. Per questo, fino al 31 ottobre 2015 e in concomitanza con l’Expo, un’arnia verticale in legno commissionata per il SaloneSatellite da Marva Griffin, celebre personalità nel mondo del design, e realizzata da Riva 1920, azienda brianzola specializzata nel lavoro del legno, è stata installata nei giardini della Triennale di Milano. Questa idea green ed innovativa, che segue la politica di Faccin secondo cui “tutti i progetti su scala urbana, piccoli o grandi” devono essere realizzati “per rendere la vita delle persone più interessante, emozionante”, è stata portata anche a Seoul, città vicina ai temi ecologici, ma arriverà anche in Giappone e in Germania e sarà presentata a Stoccolma.

Per questo la casa delle api, vero e proprio “arredo urbano”, è stata ideata grazie anche all’aiuto di un apicoltore attivo nei grandi parchi milanesi, Mauro Veca, con il quale è stato possibile dare il via a laboratori didattici per grandi e piccoli. Attraverso questi incontri è possibile osservare da vicino il lavoro degli insetti, senza che questi si avvicinino agli spettatori, godendo anche dei suoni della natura. La struttura, infatti, presenta un’entrata collocata in alto, in cima al tetto spiovente e una vetrata dalla quale si può assistere alla frenetica attività delle api, che producono ottimo miele lontano dai pesticidi, analizzato presso i laboratori della Facoltà di Medicina e Veterinaria dell’Università Statale di Milano.

 

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