11:27 am
23 aprile 2018

Cigarette Surfboard: 10mila sigarette per salvare il mare

Cigarette Surfboard: 10mila sigarette per salvare il mare
Cigarette Surfboard 01

In un gioco di brainstorming che cosa evoca nell’immediato la città di Los Angeles? Prima ancora di Hollywood e delle Charlie’s Angeles, non è l’immagine delle onde blu del mare, quella che invade la mente di ognuno? I lunghi e distesi marciapiedi bollenti sono destinati a interrompersi per lasciare spazio alla dorata sabbia, che anticipa il blu dell’oceano Pacifico. È proprio in questo contesto che si concretizza la Cigarette Surfboard, la prima tavola da surf costruita a partire da 10mila mozziconi di sigaretta.

Cigarette Surfboard 02

Chi c’è dietro la Cigarette Surfboard?

Taylor Lane ha i capelli rossi, la passione per il surf e una fresca laurea in design industriale, ottenuta presso l’Università Statale di San José. Nato a Los Angeles, cresce nella contraddizione di una città in cui l’immondizia è onnipresente e dilagante, quasi decorativo del panorama urbano, tanto da contagiare il mare, una delle risorse fondamentali del pianeta: l’oceano assorbe ogni giorno quantità elevate di anidride carbonica per convertirle in ossigeno, contribuendo infatti circa al 70%.  È l’ambiente scolastico a educarlo nel rispetto dell’ambiente, permettendogli di acquisire una maggiore consapevolezza sul ruolo che svolge anche soltanto il singolo.

Though I am merely a raindrop in a river, my impact on resources and the waste I generate from just living means my life does have an effect on the environment. […] Littering might be considered a conscious act of disregard for our environment, but unconsciously disposing of waste is actually the larger problem.

Nonostante io sia a malapena una goccia di pioggia in un fiume, il mio impatto sulle risorse e sullo spreco che genero solo vivendo sta a significare che la mia vita ha un effetto sull’ambiente. […] Lo spargimento di immondizia potrebbe essere considerato un atto cosciente di disprezzo nei confronti del nostro ambiente, ma l’inconsapevole abbandono dei rifiuti è attualmente il problema più esteso.

Taylor Lane crede nel cambiamento e soprattutto nelle nuove generazioni: if we demand change, it will come

Nel 2017 partecipa al Creators and Innovators Upcycle Contest, un concorso finalizzato a promuovere la creazione di nuovi modelli di tavole da surf con materiali di scarto, sostenuto dalla compagnia Vissla in collaborazione con The Surfrider Foundation. Il contest vuole favorire l’upcycling o riuso creativo, cioè il processo di trasformazione di materiali destinati ad essere gettati, per creare nuovi oggetti dal valore maggiore del materiale originale”. Su consiglio dell’amico e videomaker Ben Judkins, Taylor Lane progetta e realizza la Cigarette Surfboard, che si aggiudicherà il primo premio.

Cigarette Surfboard 03

Insieme ad un gruppo di volontari Taylor Lane inizia ad esplorare le spiagge californiane nel recupero di una quantità sufficiente di mozziconi di sigarette: il materiale di scarto, pressato con meticolosità per riempire gli scomparti di una struttura in legno, è destinato a sostituire la schiuma di poliuretano, che generalmente costituisce il corpo della tavola da surf. Le altre fasi del lavoro restano invariate, l’animo della Cigarette Surfboard viene quindi ricoperto di fibre di vetro amalgamati con resina, attraverso cui è possibile distinguere le singole estremità delle sigarette. Il risultato è una tavola da surf funzionale, come testimoniano diversi praticanti dello sport, e simbolo di un possibile atto di riconciliazione tra l’uomo e l’ambiente.

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Perché le sigarette in particolare o non altro materiale di scarto?

Con la Cigarette Surfboard Taylor Lane e Ben Judkins vogliono mettere in discussione la pratica e la cultura del flick it, inteso come il gesto con cui i fumatori gettano il residuo di sigaretta consumata per strada, senza considerare il fatto che sia composto da plasticaacetilcellulosa – e da sostanze chimiche tossiche. Come una bottiglia di plastica, anche il mozzicone di sigaretta non si decompone e non solo: è il primo sul podio dei materiali di scarto più frequenti, se ne contano circa 5,6 trilioni all’anno. Come se non bastasse, l’80% raggiunge l’oceano attraverso i canali dell’acqua, inquinandolo delle loro sostanze tossiche.

Where do all the cigarettes go to die? They don’t die. They roll towards the oceans.

Dove muoiono tutte quelle sigarette? Non muoiono. Viaggiano in direzione degli oceani.

 

 

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