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20 settembre 2018

Dal Titanic alla Queen Mary 2: l’eredita dei transatlantici

Dal Titanic alla Queen Mary 2: l’eredita dei transatlantici

Il 10 aprile di 106 anni fa il transatlantico britannico RMS Titanic lasciava il porto di Southampton in direzione New York per compiere il suo viaggio inaugurale. Secondo di un trio di transatlantici, il Titanic, assieme al Britannic e all’Olympic, rappresentava la massima espressione dell’industria navale dell’epoca ed era stato progettato per fornire un servizio di collegamento settimanale di linea tra Europa e Nord America.

I 7,5 milioni di dollari spesi per la sua costruzione (108 milioni di dollari attuali) ne fecero la nave più grande e lussuosa del tempo, in grado di competere con i rivali della Cunard Line – in particolare con  i veloci transatlantici Mauretania e Lusitania – e garantire il predominio della White Star Line sulle rotte e sulle crociere transoceaniche.

Ebbene si, crociere transoceaniche. Per quanto oggi possa sembrare un’idea quasi ridicola, ai primi del 900 era invece l’ultima moda tra i signorotti benestanti di entrambe le coste atlantiche. Si trattava di un modo relativamente rapido, sicuro e certamente lussuoso di viaggiare tra Europa ed America: per affari, necessità o anche solamente per vantarsi di potersi permettere un’esperienza di questo tipo. Il Titanic difatti non era l’unico gigante a navigare sull’Atlantico, ed oltre ai già citati rivali britannici, erano assai numerosi i transatlantici francesi, tedeschi, americani ma anche italiani che svolgevano tale servizio (l’Andrea Doria, il Conte Biancamano e il Conte di Savoia, solo per citarne alcuni).

Con il progressivo affermarsi delle rotte aeree però, i transatlantici persero sempre più terreno rispetto ad un mezzo di trasporto più veloce – il viaggio non era più calcolato in giorni bensì in ore – sicuro ma soprattutto più economico. E fu così che nell’arco di 100 anni, il numero di imbarcazioni transatlantiche si ridusse a tal punto che ad oggi rimane una sola ed unica possibilità di attraversare l’Atlantico a bordo di una crociera: si tratta della Queen Mary 2, ammiraglia della ben nota Cunard Line e unica nave esistente concepita per il servizio croceristico Europa-Nord America.

Veloce ed imponente (è ad oggi la più grande unità costruita dall’armatore anglo-americano), per quanto sia l’imbarcazione che più si avvicina ai mitici transatlantici di un tempo, in termini tecnici si differenzia notevolmente dalle altre navi per una maggiore resisistenza delle lamiere dello scafo, un apparato motore estremamente potente e un particolare allestimento delle cabine, distribuite principalmente sui ponti inferiori. Nulla togliendo al romanticismo del Titanic, le due ammiraglie hanno poco in comune se non il titolo di RMS (Royal Mail Ship) per via dell’abilitazione al servizio postale.

Neanche a dirlo, la nave salpa dal  porto di Southampton dirigendosi a New York. La crociera, della durata di 7 giorni, è possibile in entrambi i sensi. Se da un lato l’evoluzione della tecnologia in campo navale ha reso il viaggio praticamente privo di rischi (la nave è in grado di affrontare ogni tipo di condizione meteorologica), la compagnia ha progettato gli interni della Queen Mary 2 in maniera tale da riprodurre gli eleganti saloni e lo sfarzo dei vecchi transatlantici. La nave dispone di 1.310 cabine per un massimo di 2.620 passeggeri (3.090 aggiungendo letti extra). Con un equipaggio di 1.253 persone, il rapporto membri equipaggio/passeggeri è quasi di 1 a 2 (considerando la capacità doppia), mentre il rapporto stazza lorda/passeggeri indica l’incredibile vivibilità di questa nave dove sarà quasi impossibile trovare aree sovraffollate.

I ponti che ospitano i saloni principali offrono ambienti di grande effetto come un planetario, un teatro (il Royal Court Theatre), l’atrio della Grand Lobby, il ristorante principale “Britannia Restaurant”, una sala da ballo e una discoteca. L’architettura distribuita su più ponti di tali ambienti conferisce alla Queen Mary 2 l’atmosfera unica dei grandi liners di un tempo: grandi spazi e ampi corridoi danno una particolare sensazione di ampiezza che spesso non si trova sulle navi da crociera contemporanee.

Essendo una compagnia premium, tutti i servizi offerti a bordo sono di alta qualità, ristorazione compresa. Tra le attività proposte figurano degustazioni di whisky, corsi di yoga, spinning e perfino corsi dedicati all’utilizzo di dispositivi Apple.

Ultima piacevole nota, i prezzi, comprensivi di tutti i pasti e delle bevande analcoliche, non raggiungono cifre impensabili, rendendo l’esperienza accessibile ai più.

 


 

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