Il Novecento italiano è ricco di protagonisti della scena poetica. Uno di questi, non sempre ricordato, è Vincenzo Cardarelli. Nato nel 1887 a Tarquinia in provincia di Viterbo, cresce e si forma come autodidatta nel suo piccolo paese per poi approdare a vent’anni nella capitale, dove collabora a diverse riviste e nel 1919 fonda La Ronda, una rivista letteraria che raggruppava gli esponenti del rondismo. Questo movimento poetico professava un ritorno alla classicità, in contrasto con le avanguardie del primo Novecento, soprattutto per quanto riguardava lo stile, appoggiando il programma firmato da Cardarelli stesso che enunciava la volontà di restaurare la tradizione classica della letteratura italiana personificata soprattutto da Leopardi e dalle sue Operette Morali. Il poeta recanatese era per il movimento un’ispirazione poetica ed esempio di stile “classico e moderno”. Nel secondo dopoguerra, invece, diventa direttore de La Fiera letteraria, un’altra rivista sempre a ispirazione rondesca ma più cautamente aperta alla tradizione europea.

Vincenzo Cardarelli

Oltre alla sua attività all’interno di queste pubblicazioni letterarie, Cardarelli ha prodotto per tutto l’arco della sua vita opere di poesia, di prosa lirica e di narrativa. La sua produzione è legata al tema dello scorrere del tempo e della dolorosa memoria e il modo di raccontarli riprende un autobiografismo tratteggiato da un impressionismo e da un immaginismo che tendono a trasporsi in figurazioni di stagioni e paesi. Cardarelli è testimone e protagonista di una poesia pura e attraverso i suoi versi ci regala delle immagini istantanee ricche di atmosfere che, ai lettori che decidono di leggerlo, possono regalare emozioni e impressioni uniche.

Leggete o rileggete Cardarelli e lasciatevi trasportare dalla poesia, che è sempre una buona idea; noi vi lasciamo con i versi della sua poesia Sera di Liguria, che in qualche riga riesce subito a trasportarci nelle atmosfere del crepuscolo ligure:

Lenta e rosata sale su dal mare

la sera di Liguria, perdizione

di cuori amanti e di cose lontane.

Indugiano le coppie nei giardini

s’accendon le finestre ad una ad una

come tanti teatri.

Sepolto nella bruma il mare odora.

Le chiese sulla riva paion navi

che stanno per salpare.

 


FONTI
AA VV, Letteratura, Le Garzantine, Milano, Garzanti, 1997 (Voci consultate: Cardarelli Vincenzo, La Ronda)
treccani.it
CREDITS
Copertina by Lo Sbuffo
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