11:49 pm
18 settembre 2018

Tra passato e presente, tra sogno e realtà: Eternal sunshine of the spotless mind

Tra passato e presente, tra sogno e realtà: Eternal sunshine of the spotless mind

Eternal sunshine of the spotless mindinfinita letizia della mente candida, è lo splendido titolo, tratto da una poesia di Alexander Pope, di un film tradotto in italiano con Se mi lasci ti cancello – come se fosse una commedia amorosa qualsiasi. Oscar alla migliore sceneggiatura, il film del 2004 di Michel Gondry è invece un dramma romantico originale con elementi surreali, quasi da fantascienza.

Dopo aver saputo che la sua ex Clementine (Kate Winslet) si è rivolta alla clinica Lacuna per rimuovere ogni traccia della loro storia dalla sua mente, Joel (Jim Carrey) decide di sottoporsi allo stesso processo per lasciarsi alle spalle ogni ricordo di lei.

Il film ha una struttura particolare fatta di diversi strati temporali, in cui eventi del passato e presente sono intrecciati a eventi immaginari. Tutta la storia è in bilico tra ricordi e pensieri, tra realtà e sogno. All’inizio prevale la dimensione realistica: Joel si sottopone al processo che in una notte dovrebbe cancellare ogni traccia di Clementine dalla sua mente indossando una complessa apparecchiatura. Mentre dorme, seguiamo le vicende dei tre dipendenti della clinica incaricati del lavoro: Stan (Mark Ruffalo), Patrick (Elijah Wood) e Mary (Kirsten Dunst).

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Mentre il processo di rimozione dei ricordi ha luogo, lo spettatore si addentra poi in una dimensione onirica fatta dei ricordi più belli e significativi che Joel ha di Clementine. Joel e Clementine sono una coppia bizzarra: lui serioso, chiuso e perennemente triste, lei eccentrica, sempliciotta e avventurosa, con i capelli colorati di blu, di rosso o verde.

Questo drastico intervento, per quanto improbabile, è rappresentato in modo realistico e credibile. Joel si addormenta e noi entriamo nei suoi ricordi; il film prosegue con una classica struttura a flashback.

Man mano che la mente di Joel tenta di opporsi al processo e di mantenere vivo il ricordo di Clementine, la storia assume poi tinte più surreali e oniriche. Joel dialoga con Clementine nella sua mente implorandola di non andarsene, si accorda con lei per “nascondersi” e sfuggire all’intervento degli specialisti della clinica, per non lasciare andare via i loro ricordi. Una parte della sua mente non vuole lasciare andare via la donna che ha amato, mentre l’altra sta già subendo gli effetti della rimozione. Da questa confusione di piani nascono scene dalla composizione originale e bizzarra: in una sequenza la coppia si ritrova su un letto in una spiaggia gelata; in un’altra Joel tenta di nascondere Clementine in un ricordo di quando era bambino, e Jim Carrey interpreta un piccolo Joel.

Oltre a raccontare una storia d’amore bellissima e profonda, a sollecitare riflessioni sulla memoria, Eternal sunshine of the spotless mind è un lodevole esempio di autorialità registica e originalità nello storytelling. Sovrapposizioni temporali, illusioni, ricordi e sogni si mescolano in questo piccolo capolavoro cinematografico moderno.

 


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