L’effetto delay è uno dei più utilizzati dai chitarristi di ogni genere, soprattutto nell’universo rock dove è possibile trovarlo in numerose pedalboard. Alcuni chitarristi, tramite tale effetto, hanno dato vita a un proprio originale e inconfondibile sound, ricordiamo David Gilmour dei Pink Floyd e The Edge degli U2, due veri maestri dello strumento. Saper utilizzare al meglio l’effetto delay diventa una preziosa arma nelle mani, o meglio nei piedi, del chitarrista. Tuttavia la gestione dell’effetto non è per niente immediata: il chitarrista capace di regolarlo, tramite i vari parametri, nasconde un studio personale e un’approfondita ricerca, essenziali per poter gestire l’effetto nelle più svariate situazioni.

Il delay fa parte della famiglia degli effetti Eco, in cui troviamo anche il riverbero. La sua utilità consiste nel ripetere un determinato numero di volte il segnale, dando vita a un vero e proprio eco. Tramite diversi parametri è possibile regolare il volume dell’effetto, il numero di ripetizioni e la distanza tra esse. Le possibilità sono infinite. In qualsiasi contesto il delay può rivelarsi adeguato per dare colore e profondità al suono, mantenendo un ruolo da non protagonista all’interno di arpeggi e assoli. La sua utilità tuttavia non si ferma qui. In certi contesti la presenza dell’effetto diventa essenziale per la composizione di riff e assoli, andando oltre il semplice “riempimento”.

line 6 dl4 delay matthew bellamy

La cospicua offerta del mercato permette al musicista di fare alcune scelte dettate dal sound che vuole ottenere e dall’investimento economico.  Il DL4 della Line6 è uno dei più quotati delay in circolazione, una macchina per gli amanti dell’effetto contenente ben quindici diversi delay e un looper in grado di registrare per 14 secondi. Le sue funzionalità sono molteplici e adatte a ogni chitarrista. La necessità di un alimentatore a corrente alternata, la grandezza del pedale stesso che può risultare scomoda a un inserimento nella pedalboard e il prezzo che si aggira intorno ai 250 euro possono diventare dei limiti per l’acquisto del prodotto. Con cifre minori troviamo il DD7 della Boss col prezzo di 140 euro. Dai quindici delay usufruibili col DL4 si scende a quattro (Digital, Analog, Modulate e Reverse). Per chi non necessita di particolari suoni ed effetti, il DD7 è un pedale più compatto, rispetto al precedente, e dalla resa ottima. Tra i delay più economici, rimanendo intorno ai 50 euro, segnaliamo il DD600 della Behringer. Un pedale che offre ben undici diversi tipi di delay, ma che presenta dei limiti rispetto alla qualità del suono e alla resa.

Il consiglio è quello di provare e indagare tra le numerose possibilità offerte dal mercato. Interessanti spunti potrebbero giungere dai chitarristi più noti, individuando sia l’utilizzo del delay all’interno delle composizioni, sia il modello da cui nasce il suono ispirato.