La libreria “Il mio Libro” non si nota moltissimo dalla strada, non appartiene ad una catena, è piuttosto piccola, ha una sola vetrina sormontata da una insegna viola con una scritta verde e dalla vetrata si intravede uno spazio dipinto interamente con vernice lilla e pieno di pigne di libri. Appena si varca la soglia, la libraia accoglie con un saluto e chiede di cosa si ha bisogno, atteggiamento che sorprende un po’.  Dietro a tutto questo, però, c’è una logica, una storia, un progetto. Il progetto di Cristina Di Canio, trentunenne che da sette anni a questa parte ha lasciato il suo lavoro per aprire questa piccola libreria nei pressi di piazzale Lodi, nel centro di Milano.

Trattandosi di un negozio di trenta metri quadrati lo spazio è davvero ridotto e, di conseguenza, la scelta dei libri da proporre è mirata e precisa: a scaffale si trovano principalmente libri di editori indipendenti, a eccezione di qualche caso editoriale particolarmente famoso e in voga. L’assortimento in libreria, quindi, prevede un catalogo eterogeneo per quanto riguarda i generi (dalla saggistica alla narrazione) e le case editrici. Spesso, inoltre, sul tavolo all’ingresso si trovano le copie del libro che verrà presentato in libreria nei giorni seguenti. Una parte dello spazio del negozio è dedicata ai bambini: ci sono diversi libri dedicati ad ogni età ma anche piccoli tavoli e sedie cosicché possano trovare anche loro uno spazio accogliente e alla loro misura.

Uno dei più interessanti servizi offerti, però, è il continuo susseguirsi di eventi presso la libreria, organizzati quasi settimanalmente dalla proprietaria. A questi eventi, solitamente, sono presenti autori che propongono le loro ultime novità in uno spazio accogliente e quasi familiare che mette a proprio agio i lettori e li rende più inclini ad interagire con l’ospite. L’opportunità di ospitare così tanti autori deriva soprattutto dal fatto che la libreria si trova a Milano, il centro dell’editoria italiana, e, quindi, la proprietaria riesce a intercettare gli scrittori nei loro passaggi quasi obbligati nella capitale meneghina. Inoltre, la notorietà di questa piccola libreria e, quindi, la possibilità di mettersi in contatto con editori e autori, è stata accresciuta da un fenomeno spontaneo accaduto nel 2010: il libro sospeso, ovvero l’usanza di lasciare in cassa un libro già pagato che la libraia consegna al primo avventore che entra in libreria. Questa iniziativa è nata dal gesto genuino di un lettore e si è poi sviluppata sia nella libreria di via Sannio che nel resto d’Italia, tanto che l’hashtag #librosospeso ha raggiunto migliaia di click sui vari social network.

Gli incontri con gli scrittori, però, non sono le uniche occasioni di incontro con la comunità; infatti vengono organizzati anche gruppi di lettura. Per quanto riguarda di canali di comunicazione, la libraia, giovane e attenta ai nuovi modi di comunicare, sa sfruttare benissimo i vari social network e il mondo web tanto che ha creato il profilo della libreria, spesso chiamata “scatola lilla”, su tutti i principali social (Instagram, Facebook, Twitter) e un blog personale (www.lascatolalilla.it) in cui è presente la storia della libreria, della libraia, i consigli di lettura, le iniziative e anche una piccola sezione in cui vengono dedicati post a colleghi sparsi per tutta la penisola.  La libreria, inoltre, è promotrice del premio “Il mio libro”, ovvero un concorso che vede come protagonisti i lettori che votano il proprio autore preferito.

Questa libreria risponde sicuramente all’esigenza di trovare un punto d’incontro nel quartiere e di far sentire i propri lettori più che semplici clienti. Questo traspare, innanzitutto, dall’atteggiamento di Cristina che accoglie ogni singolo avventore con attenzione cercando di rispondere a qualsiasi sua esigenza. Anche il luogo in sé appare  familiare, infatti  la proprietaria  ha sottolineato più volte  che il suo obiettivo è quello di far sentire i lettori a casa. Sicuramente questo tipo di filosofia commerciale offre qualcosa di decisamente diverso dalle librerie di catena e ciò aiuta a differenziarla e a darle una propria identità e, quindi, un’offerta mirata. Non è un grande spazio in cui si può girovagare spensierati alla ricerca dell’ispirazione sul prossimo libro da leggere o del libro che ci colpisce ma, piuttosto, è un luogo d’incontro tra persone. Credo che solo dando al pubblico un’offerta differente da quella che si può trovare nelle grandi librerie (sicuramente lodevole e, a mio parere, ugualmente affascinante) o nella vendita online, le piccole librerie indipendenti possano sopravvivere e offrire qualcosa di culturalmente importante e accattivante, a costo di sacrificare in parte l’assortimento che, comunque, non potrebbe mai competere con quello delle grandi librerie.


FONTI
Visita alla libreria “Il mio Libro di Cristina di Canio”, via Sannio 18, 20137, Milano