I casi più famosi di modelle digitali sono due e riguardano due profili Instagram con migliaia di seguaci: lilmiquela e shudu.gram.

Il primo account, seguito da più di 800mila persone, appartiene a Miquela Sousa, cantante e modella statunitense, dalla bellezza non convenzionale. Le foto che posta, all’apparenza, sono simili a quelle di moltissime altre fashion blogger, ma nascondono una particolarità: il soggetto, Miquela per l’appunto, è generato al computer. La blogger, che con i suoi scatti ha mostrato preferire lo stile streetwear, composto da felpe, sneaker e vestiti hip hop, è risultata talmente popolare da guadagnarsi persino una collaborazione con Prada. A volte Miquela compare accanto a persone reali, per strada o in locali, infittendo il mistero sul modo in cui le foto vengano realizzate.

L’ideatore, nascosto dietro l’account, non ha mai voluto rivelare chi sia, sebbene abbia rilasciato delle interviste. Proprio da un’intervista si evince che il proprietario del profilo riceva abiti veri da stilisti e da case di moda, quindi si è supposto che Lilmiquela sia il risultato di un ritocco al computer di immagini con una o più modelle in carne e ossa. D’altra parte, se il viso appare chiaramente frutto di un’elaborazione digitale, il corpo e lo scenario sembrano proprio veri. La vera identità di questa influencer, che dice di guadagnarsi da vivere posando come modella, è argomento di accesi dibattiti. Sicuramente gran parte del successo che da anni riscuote è merito dell’ambiguità e del mistero che questa figura ha saputo creare e mantenere attorno a sé.

Altro caso simile -e con lo stesso successo mediatico- è rappresentato da Shudu Gram, bellissima modella dalla pelle color ebano, che ha conquistato il titolo di “prima top model digitale del mondo”. A differenza di Miquela, conosciamo il suo creatore: Cameron-James Wilson, fotografo londinese, che ha sfruttato CGI (Computer Generation Imagery), un’app di grafica che solitamente è utilizzata per effetti speciali digitali. Il risultato di questo lavoro è la prima modella in 3D, a cui recentemente si è affiancato il collega Nfon. Entrambi sono stati realizzati a partire da modelli reali, la musa ispiratrice di Shudu è stata Duckie Thot. Con 80mila follower su Instagram, questa “ragazza” è già stata protagonista di diverse campagne pubblicitarie di celebri brand, tra cui Fenty Puma by Rihanna, che l’ha fatta conoscere al grande pubblico.

Inizialmente nessuno si era reso conto che la modella fosse digitale, così, una volta uscita la notizia, sono fiorite le critiche. Principalmente l’avversione nasce dalla possibilità che delle fake top model rubino il lavoro alle persone reali, ma questo è fortemente improbabile.

Se il profilo di Shudu nasce dalla creatività di un fotografo, che in un’idea innovativa ha visto la possibilità di successo, quello di Miquela per alcuni sarebbe nato con un intento critico verso la società in cui viviamo. Il confine tra realtà e finzione nei social network si assottiglia giorno dopo giorno, grazie alle modifiche offerte da Photoshop o da altri programmi in grado di “migliorare la verità”. Spesso è capitato che le vite (o i fisici) perfette di molti personaggi famosi si fossero rivelate una montatura, questo genere di profili sarebbe un buon modo per sensibilizzare le persone e far capire loro che non tutto ciò che si vede su internet è vero.