Il termine “distopia” fa subito pensare a un futuro, un universo immaginario in cui un governo dispotico limita le libertà individuali; o ad un sistema opprimente e crudele che costringe gli umani a un’estenuante lotta per la sopravvivenza. In letteratura, così come al cinema, da 1984 di Orwell a Hunger Games, il genere distopico ha spesso connotati politici.

Nel 2015 è uscito un film a cui può essere associata l’etichetta distopia ma in cui la dimensione politica è marginale, ridotta a un’istituzione poco definita che interviene nella vita privata di tutti per il bene comune. In The Lobster del regista greco Yorgos Lanthimos tutti gli uomini e tutte le donne, in un futuro immaginario, sono costretti ad avere un partner amoroso. Se non lo trovano o lo perdono, sono ammessi in una struttura alberghiera di lusso in cui hanno 45 giorni per trovare un compagno/a, o saranno trasformati in un animale a scelta e lasciati liberi nella natura.

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Il protagonista David, da poco lasciato dalla moglie, si presenta nel resort con il cane in cui è stato trasformato il fratello, e tenta maldestramente di instaurare legami con altre donne. Serioso e silenzioso, David è interpretato dal sex symbol Colin Farrell appositamente imbruttito: grassottello, con occhiali da vista poco alla moda e i baffi. L’animale in cui David sceglierebbe di trasformarsi è l’aragosta (lobster in inglese), perché vive più di 100 anni e ama il mare come lui.

L’albergo in cui gli ospiti sono obbligati a soggiornare è elegante, con vista mare, una sorta di finto paradiso, che cela una realtà inquietante, a cui però tutti sembrano essersi rassegnati.

All’esterno dell’hotel, però, nella natura più selvaggia, vive una comunità di ribelli che si rifiuta di conformarsi a questo sistema opprimente: i fondamentalisti single. Vietando ad ogni costo qualsiasi legame tra i loro membri, i single si dimostrano altrettanto intolleranti e tirannici, e la loro lotta non suscita simpatia e comprensione. David si trova a passare da un contesto soffocante a uno solo apparentemente alternativo nel momento in cui incontra una donna interpretata da Rachel Weisz ed entra a far parte di questa specie di setta.

The Lobster è una geniale satira delle pressioni che tutti devono sopportare nella società odierna, e una critica a due prospettive diverse: il bisogno di trovare necessariamente un partner, e la scelta di restare single e liberi senza farsi “imprigionare”.

Premio della giuria a Cannes 2015, il film di Lanthimos è a metà tra tragico e comico, tra l’inquietante e il surreale. è una distopia non strettamente politica e innovativa, che non passa inosservata nel panorama cinematografico odierno.