A pochi passi da Piazza Navona a Roma, precisamene in Piazza Sant’Apollinare, ha sede Palazzo Altemps, edificio storico che dal 1997 ospita una delle quattro sedi del Museo nazionale romano. In occasione del ventennale della sua apertura al pubblico, Palazzo Altemps ospita fino al 6 maggio la mostra Citazioni pratiche. Fornasetti a Palazzo Altemps.

Piero Fornasetti immortalato nel suo studio nel 1983

L’excursus artistico di Piero Fornasetti ha inizio a Milano, all’inizio del ventesimo secolo, in contrasto ai desideri del padre aristocratico, che si immaginava per il figlio un futuro diverso. Fornasetti si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera per approfondire la sua passione per il disegno, da subito, però, si scontra con i metodi ed i limiti accademici e decide di proseguire i suoi studi presso la Scuola serale d’Arte applicate del Castello Sforzesco. La curiosità e gli studi personali rimangono comunque il primo metodo d’approccio dell’artista.

Negli anni in cui l’Europa si prepara alla Seconda Guerra Mondiale, Fornasetti prosegue le sue sperimentazioni, accostando i suoi disegni onirici ad oggetti semplici, Il risultato è sorprendente e corrisponde ad un punto di svolta: una collezione di foulard in seta.

Le visioni dell’artista incuriosiscono Gio Ponti, una delle figure di spicco del design italiano. Tra i due nasce un’intesa sempre più stretta, che li porta così a collaborare per diversi progetti, tra i quali ricordiamo le copertine per la rivista DOMUS.

Uno degli “incontri” più importanti per Fornasetti è però quello con Lina Cavalleri.

Durante i suoi viaggi, attraverso libri e riviste, l’artista si imbatte in un viso tondo ed ipnotico: è Lina Cavalieri, cantante d’opera di fine secolo. Il suo sguardo ed i suoi lineamenti lo stregano a tal punto che inizia a dipingere il suo volto nel 1952 e non smetterà più. Partendo da un singolo piatto, ne collezionerà più di 300, trasformando Lina prima in un animale, poi in un astronauta, in un uomo.

Lina con i baffi (#1 variazione del tema di Lina)
Lina nella bocca del coccodrillo (#2 variazione del tema di Lina)
Lina soldato (#3 variazione del tema di Lina)

Nel 1950 nasce Barnaba, l’unico figlio di Piero Fornasetti, che lo seguirà nella professione, con lo stesso eclettismo e la stessa curiosità.

Negli anni ’80, infatti, Barnaba Fornasetti si unirà al padre nella rifioritura del suo Atelier, lavorando a nuovi progetti che riusciranno a far tornare in luce il suo operato, dopo alcuni anni segnati da difficoltà economiche.

Giardino di Palazzo Altemps, inizio del percorso espositivo

La mostra nasce proprio da un’idea di Barnaba Fornasetti e di Valeria Manzi, consulente per i progetti culturali, le curatrici invece sono Silvana Annichiarico, Direttrice di Triennale Design Museum e Alessandra Capodiferro, Responsabile del Museo di Palazzo Altemps.

L’esposizione si pone come un ironico confronto fra oltre 800 oggetti e disegni dell’archivio Fornasetti e la collezione d’arte antica del museo.

Il gruppo scultoreo del “Galata Suicida” è immerso in un set scenografico, stagliandosi come protagonista di una pièce teatrale, su un fondale alto sei metri raffigurante l’opera “Follia Pratica” o, ancora, una colonia di gatti in ceramica è pigramente accovacciata sui resti di antiche mura, e trompe-l’oeil di rovine si alternano a vestigia reali in un gioco di rimandi.

Una delle sale dell’esposizione

In un scambio irriverente, l’antico e il moderno messi a confronto: il cortile, le stanze affrescate ed il teatro di Palazzo Altemps dialogano con i mondi onirici di Piero e Barnaba Fornasetti.

Piero e Barnaba Fornasetti “incastonano” le proprie opere tra gli antichi capolavori scultorei del Palazzo, riuscendo a creare un mondo nuovo, che non era mai stato creato.