Sorprendentemente iconica. È questa la definizione che più di ogni altra calza a pennello con la collezione di calzature Moon Boot, gli ‘stivaloni’ da passeggiata lunare, che si sono stampati nell’immaginario collettivo fin dalla loro creazione. Una vita artistica abbastanza lunga che dura fin dal principio degli anni Settanta, quando la corsa allo spazio in pieno clima di Guerra Fredda ha elevato la statura di questo esempio unico di design italiano a icona. Venerabile, archetipo dello stivale moderno inteso come oggetto pratico e allo stesso tempo poetico, capace di trasmettere l’equilibrio del movimento.

La storia, dopotutto, insegna che da uomini grandi non possono uscire idee piccole. È il 20 luglio 1969 quando Giancarlo Zanatta, imprenditore italiano nel settore delle calzature, assiste in diretta televisiva allo sbarco sulla Luna durante un viaggio d’affari a New York. Gli sguardi di tutto il mondo sono concentrati davanti agli schermi, con i nasi sospesi a pochi centimetri dall’apparecchio: il gruppo di astronauti, le piccole figure bianche che escono dalla navicella, le prime parole di Neil Armstrong e il cronografo Omega di Buzz Aldrin. Ma la fantasia di Giancarlo viaggia altrove, come del resto i suoi occhi: sono puntati sui piedi degli uomini che compaiono in bianco e nero dietro il vetro, osservano quelle strane scarpe bombate con le quali toccano, per la prima volta nella storia dell’umanità, il suolo lunare. Nasce così, da quella diretta televisiva e dalla mente artistica di Giancarlo Zanatta, la linea di calzature che ha affascinato e continua ad affascinare giovani e non-più-giovani: i Moon Boot, appunto.

Oggi, quasi cinquant’anni dopo il primo bozzetto che avrebbe inaugurato la fortunata serie degli “stivali lunari”, i Moon Boot sono stati universalmente riconosciuti come opera di design, anche legalmente. Lo ha stabilito il tribunale di Milano: lo stivale doposci-emblema è un marchio registrato, e per questo tutelato dalla legge contro la contraffazione. È Alberto Zanatta, presidente della società Tecnica Group Spa (fondata proprio da Giancarlo), a pronunciare le storiche parole che hanno il dolce sapore del raggiungimento di un obiettivo.

Quello definito dall’autorevole foro milanese è un provvedimento giurisdizionale che costituisce un precedente di rilevanza assoluta. Da oggi non sarà più in alcun modo possibile imitare forme, stile e design dell’unico e originale Moon Boot“.

Cinquant’anni dopo, siamo ancora qui. I Moon Boot sono ancora qui, e sono straordinari, se non per le loro riconosciute caratteristiche, per una qualità in particolare: la capacità, a quasi mezzo secolo di distanza, di tirar fuori -come dal sogno di un bambino- il piccolo astronauta che c’è in ognuno di noi. 

 

FONTI:

GQItalia

Vogue Italia

Vogue America

Luuk Magazine

Paperblog