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19 aprile 2018

Canzoni al contrario: Satana, droga o illusione?

Canzoni al contrario: Satana, droga o illusione?

A volte è davvero difficile cogliere il vero significato di una canzone, ma…se sbagliassimo il modo in cui la ascoltiamo? Può sembrare assurdo eppure in tanti hanno ricercato il vero significato di una canzone ascoltandola al contrario, dalla fine all’inizio.

Esattamente 140 anni fa (nel 1878) Thomas Edison si rese conto che ruotando al contrario i cilindri del fonografo (di sua invenzione) poteva ascoltare una canzone al contrario. E osservò:

“In molti casi la canzone rimane melodiosa e alcuni suoni sono dolci e originali, ma in ogni caso è completamente diversa dall’originale”.

Così da quel momento fu possibile ascoltare un brano al contrario e in molti seguirono il suo esempio.

Thomas Edison, l’inventore del precursore della moderna lampadina e macchina da presa e l’idealizzatore della sedia elettrica.

Dobbiamo però aspettare fino ai Beatles perchè gli artisti inizino ad inserire messaggi nascosti nelle registrazioni delle proprie tracce. Questa tecnica è detta backmasking e fu scoperta nel 1966 durante la registrazione di Revolver, settimo album della band inglese. John Lennon affermò che sotto l’effetto di droghe aveva accidentalmente riprodotto il brano Rain al contrario e lo aveva trovato gradevole. Il giorno dopo condivise la sua scoperta con gli altri Beatles e così, oltre ad accelerazioni e rallentamenti che creano già un’atmosfera oscura, nella dissolvenza terminale del brano Rain si sente un nastro scorrere al contrario.

Il significato nascosto in questo caso è semplicemente il primo verso della canzone stessa:

“Sunshine … Rain … When the rain comes, they run and hide their heads”.

Nulla di troppo sconvolgente e misterioso allora, però i Beatles non si sono fermati qui.

Ormai è famosissima la leggenda metropolitana per cui Paul McCartney avrebbe perso la vita in un incidente stradale e sarebbe poi stato sostituito da un sosia, ma da dove ha inizio questa teoria così strampalata? Nell’ottobre del 1969 un ascoltatore di una radio telefonò per segnalare che, ascoltando al contrario l’inizio della canzone Revolution #9, dell’Album Bianco, si poteva udire la frase “turn me on deadman” (= eccitami, uomo morto).

Passò poco tempo quando si diffuse un’altra ipotetica prova della morte di Paul: alla rovescia i borbottii di John Lennon tra le canzoni I’m so Tired e Blackbird diventavano Paul is a dead man. Miss him (= Paul è un uomo morto. Mi manca”).

I Beatles hanno poi continuato per anni a giocare con il backmasking per seminare indizi nei loro testi per fomentare queste teorie e non sono rimasti gli unici a divertirsi con questa tecnica: anche i Pink Floyd nell’album The Wall, hanno lasciato un messaggio:

“Congratulations. You have just discovered the secret message. Please send your answer to Old Pink, care of the Funny Farm, Chalfont”

(=Congratulazioni. Hai appena scoperto il messaggio segreto. Per piacere, invia la tua risposta al Vecchio Pink, presso la Funny Farm, a Chalfont). Si tratta di un riferimento a Syd Barrett (il Vecchio Pink), fondatore ed ex-leader dei Pink Floyd, allontanato dal gruppo per problemi comportamentali causati principalmente dall’assunzione di droghe psicotrope (Funny Farm è un termine in slang inglese con il quale si indicano gli ospedali psichiatrici).

I primi messaggi satanici però si ritrovano in Stairway to Heaven dei Led Zeppelin, ma Robert Plant la definì come una pura coincidenza. Furono accusati di invocare Satana nei loro testi, se ascoltati al contrario, anche i Judas Priest, i Black Sabbath e addirittura gli Eagles.

Invece i Queen furono incolpati di incitare all’uso di droghe con Another One Bites The Dust, in cui il ritornello ascoltato alla rovescia recita: “Start to smoke marijuana”.

A causa di questa polemica negli anni ’80 si riunirono in associazioni molti genitori preoccupati per il traviamento morale dei propri figli e gruppi fondamentalisti cristiani che vedevano nel Rock la venuta dell’Anticristo. La faccenda si spense poi lentamente con l’avvento dei compact discs, che non permettevano, come invece i vinili,  l’ascolto di una canzone al contrario, ma rimane ancora chi si diverte a ricercare messaggi nascosti nelle canzoni recenti con programmi specifici, ottenendo però risultati più fallimentari.

Anche in Italia c’è chi ha sperimentato con il backmasking, come Battiato nella canzone Shock in my town che ascoltata al contrario recita:

«Di aminoacidi… Nelle mie orbite si scontrano tribù di sub-urbani… Di aminoacidi».

Non mancano neanche da noi messaggi controversi, come nella ghost track dell’album Miserere di Zucchero, in cui si sente recitare in modo inquietante per tre volte la frase: “a volte la migliore musica è il silenzio, diciamo” che in reverse dice:

“Hashish….eroina e droga…..hashish….eroina e droga”.

Purtroppo però malgrado la grande quantità di teorie curiose e strampalate, non esistono studi neurologici e psicologici a sostegno dell’efficacia come messaggio subliminale di versi in backmasking, perchè non è scientificamente provato che il nostro cervello possa percepire inconsciamente un testo sentito al contrario e tantomeno che potrebbe provocare effetti sul nostro comportamento. Inoltre ad aumentare le teorie, più o meno credibili, sull’esistenza di messaggi nascosti è anche il fenomeno della pareidolia acustica, l’equivalente dell’illusione ottica in ambito acustico, per cui il nostro orecchio sente quello che vuole sentire. On esrof o?

 


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