Il 20 febbraio ha aperto la nuova mostra personale dedicata all’opera sacra di uno dei nomi fondamentali dell’arte divisionista. L’esposizione è visitabile al Museo Diocesano di Milano fino al 20 maggio 2018.

Gaetano Previati (1852-1920) è stata una delle voci fondamentali del movimento divisionista italiano

Gaetano Previati, Autoritratto, 1911

Prendendo le fila dalla Scapigliatura lombarda e dal Simbolismo internazionale, i divisionisti intendevano superare la semplice riproduzione del reale per rappresentare un nuovo concetto, la realtà nascosta dietro l’apparenza. Spesso questa è legata ad una dimensione spirituale, dunque nelle opere si rappresentano atmosfere mistiche realizzate con la tipica pennellata filamentosa.

L’esposizione al Diocesano è organizzata in collaborazione con i Musei Vaticani. Presenta esclusivamente opere sacre di Previati e nasce dalla volontà di esporre la tela de La Via al Calvario (1901-04), acquistata da poco dal Museo.
La mostra è divisa in tre momenti: il primo propone un confronto tra le due Vie al Calvario dell’artista; il secondo mostra le quattordici tele rappresentanti la Via Crucis, di cui si possono vedere le fotografie originali in conclusione alla mostra, nella terza parte.

Grazie al confronto tra le due versioni de La Via al Calvario lo spettatore può osservare le differenze e le –quasi totali,- uguaglianze. La prima tela, quella del Museo Diocesano, è del 1901-04, la seconda del 1912.
L’artista propone la stessa composizione, gli stessi personaggi e l’unica differenza sta nella luce: nella seconda versione infatti il cielo risplende di un azzurro abbacinante, mentre nella prima risponde alle stesse tonalità calde del resto della tela senza arrivare ad illuminare la processione.
In entrambe le tele la pennellata filamentosa sembra rendere ancora più difficile la salita della processione: la linea rende i loro vestiti pesanti, ancorandoli a terra. Il senso di fatica e disperazione è forte.

Gaetano Previati, La Via al Calvario, 1901-04

 

Gaetano Previati, La Via al Calvario, 1912

La seconda sezione della mostra è di grande rilievo, perché espone la Via Crucis (1901-02), serie di quattordici opere, esposte dopo cinquant’anni. L’allestimento di questa parte ricostruisce quello del 1910 alla Permanente di Milano, ideato dallo stesso Previati: le tele sono disposte su tre pareti rosse, vicine, senza respiro l’una dall’altra, creando così un continuum di bellezza e sofferenza.
Il nastro narrativo che si va a creare sembra un rullino fotografico già impressionato. L’inquadratura di ogni tela è molto ravvicinata, così da escludere tutto ciò che non sia narrazione. Tutto è incentrato sul corpo affaticato di Cristo e sulla sua veste rosso accesa, che perde durante il cammino.

Nell’ultima sezione è possibile osservare le stampe fotografiche originali in bianco e nero della Via Crucis, realizzate nel 1906-10. Sono state tutte ritoccate a punta d’argento dall’artista.

Organizzata in occasione della celebrazione pasquale, l’esposizione di Milano intende porre l’attenzione su parte della produzione sacra di Previati, ma soprattutto mostrare in che modo l’artista si è accostato al tema della Passione di Cristo.

Il Museo e la mostra sono visitabili dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 18:00.
Il prezzo del biglietto comprendente anche la visita al Museo è di 10 euro intero, 8 euro per gli studenti universitari, i ragazzi dai 6 ai 18 anni e le personalità religiose. È gratuito per gli studenti universitari di Scienze dei Beni Culturali, Architettura e Design e dell’Accademia di Belle Arti, inoltre per i giornalisti, gli insegnanti, i minori di 6 anni e tutta una serie di altre convenzioni visibili sul sito web http://chiostrisanteustorgio.it/orari-e-biglietti/.