16 novembre 2018

LAV: la lotta per una moda etica

LAV: la lotta per una moda etica

In un Paese qual è l’Italia, in cui la moda rappresenta uno dei settori di maggiore sviluppo, il tema pellicce e tutto ciò che riguarda lo sfruttamento di animali è un argomento caldo. Nonostante questo, in confronto ad altri Paesi europei in cui le leggi stanno regolamentando sempre più il benessere degli animali, l’Italia si muove controcorrente con un aumento di allevamenti. A lottare in prima linea per i diritti delle specie animali è LAV, la Lega Anti Vivisezione: dal 1977 lotta contro lo sfruttamento animale sottolineando come tutte le specie di esseri viventi abbiano uguale diritto alla vita e auspicando “un mondo dove ognuno di noi, umano e non, si senta davvero ‘a casa’ “.

Tutela a tutto tondo

LAV propone una tutela degli animali a 360° ed in diversi campi: promuove leggi a favore degli animali e diffonde il suo messaggio con campagne di sensibilizzazione (importante quella contro gli allevamenti di animali da pelliccia “Apriamo le gabbie”)  e collaborazioni con istituti scolastici. Per contribuire alla lotta pro-animali è possibile fare donazioni, adozioni, donare il 5xmille all’associazione, firmare petizioni ed acquistare dal negozio online, ma soprattutto la cosa fondamentale è vivere animal friendly.

Nel settore moda, la lotta per i diritti degli animali è all’ordine del giorno: LAV si batte non solo sul tema pellicce, ma combatte anche lo sfruttamento per l’utilizzo di piume, pelle, seta e lana. La tecnologia avanzata di oggi permette infatti numerose alternative ai prodotti animali, e molte sono le aziende che stanno scegliendo alternative etiche nella loro produzione. LAV porta avanti l’Animal Free Fashion, la prima iniziativa internazionale che promuove una moda etica e “buona”: consiste nel rating etico di aziende che vengono valutate sui temi dell’utilizzo di prodotti animali (le sigle identificano a quali prodotti ogni azienda ha scelto di rinunciare), coloro che si impegnano in questo senso, vengono premiati di un logo animal free per i loro prodotti e vengono inseriti in una vetrina virtuale che fornisce loro una meritata visibilità. Tra i loghi più famosi ad aver aderito, troviamo Elisabetta Franchi, Zara, OVS, COS e Oysho, ma ci si auspica una sempre maggiore quantità di adesioni in futuro.

Vesti alla ‘moda’, vesti sostenibile”

Questo uno slogan dell’associazione, che punta a sensibilizzare la popolazione ed incisivi sono soprattutto i dati riportati sul sito ufficiale:

  • 3 milioni di agnelli e pecore muoiono ogni anno per la produzione di lana
  • 70 milioni nel mondo (58% solo in europa) gli animali allevati per realizzare pellicce
  • 35 x 70 x 45 cm le misure della gabbia in cui vive un visone
  • 200 mila visoni ogni anno (500 ogni giorno) sono allevati per pellicce in italia in 20 allevamenti

Oltre alla valida argomentazione sulla negatività ed ingiustizia della violenza sugli animali, altri problemi (probabilmente meno conosciuti dall’opinione pubblica) accompagnano la produzione di pellicce.

Don’t you know that your toxic

Infatti, il processo di produzione di pellicce ha un forte impatto ambientale che contribuisce al deterioramento del nostro pianeta (la produzione di 1 kg di pellicce di visone, ha maggior impatto sull’ambiente di cotone, acrilico o poliestere in egual quantità). Su questo tema, l’associazione ha portato avanti degli studi nel 2011 e 2013: i Life Cycle Assessment (LCA).

Un altro problema su cui LAV ha indagato è la tossicità degli inserti di pelliccia: probabilmente non molti sanno che prodotti utilizzati nella preparazione della pelliccia, permangono come tossici e cancerogeni a prodotto finito. LAV ha fatto aprire gli occhi su questo tema con le indagini “Toxic Fur” ottenendo ottimi risultati: il Ministero della Salute ha dovuto infatti ritirare dal mercato prodotti dannosi per la salute umana di marche anche molto rinomate.

LAV si impegna quindi a diffondere il Fur-Free Program: valido a livello internazionale, si occupa di riunire ed identificare le aziende che decidono di operare fur-free, ossia senza pellicce provenienti da animali allevati o catturati per tale scopo.

Insomma, sembra che LAV stia facendo un ottimo lavoro in difesa del mondo animale ed è solo grazie al sostegno di sempre più persone che si possono ottenere risultati soddisfacenti. La strada verso una moda completamente animal free è lunga e tortuosa, ma è con piccoli passi che si può arrivare al risultato finale.

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