Nel 2009 nasce a Milano una casa editrice indipendente che decide di specializzarsi nell’editoria fumettistica, lanciandosi in quello che è un progetto totalmente nuovo. Decidono di dare come nome a questa nuova avventura editoriale Bao Publishing, per il desiderio di Caterina Marietti (una delle due fondatici, insieme a Michele Foschini, entrambi giovani, rispettivamente delle classi ’76 e ’85) di avere un cane. Il nome

Il logo di Bao Publishing

si è poi presto tradotto in un logo che raffigura un bulldog francese, che compare come una specie di timbro su ogni produzione targata Bao.

Il panorama dell’editoria però non manca certo di protagonisti: la Bao ha dovuto confrontarsi con case editrici come la Rizzoli Lizard, fondata a Roma nel 1993 dal fumettistica Hugo Pratt e acquisita nel 2008 dal gruppo RCS, la Panini Comics, che è composta da giganti come la Marvel Italia e Planet Manga e pubblica pilastri del fumetto nostrano come Topolino e Lupo Alberto, o la Bonelli Editore che ha pubblicato, uno su tutti, Dylan Dog.

Nonostante la concorrenza, Bao Publishing è riuscita a imporsi sul mercato in pochi anni e diventare la casa editrice indipendente maggiormente seguita nel settore della fumettistica. Ma a cosa è dovuto questa popolarità? Leggendo gli autori e i titoli pubblicati, per potersi fare un’idea del catalogo, salta subito all’occhio come sia proprio questa casa editrice milanese ad aver pubblicato fin dal principio (per l’esattezza nel 2014, quando uscì La profezia dell’armadillo) Zerocalcare, una delle firme più conosciute del fumetto italiano, con all’attivo migliaia di copie vendute.

La redazione di Bao Publishing

Saltano all’occhio anche autori come Lorenzo Ceccotti, illustratore e fumettista che aveva già stampato con Bonelli Editore ma che ha scelto Bao per la pubblicazione delle graphic novel Golem e Astrogamma. Oltre all’attenzione per gli autori italiani, Bao si impegna anche nella diffusione di titoli e autori stranieri come Portugal di Cyril PedrosaCome prima di Alfred, Il NAO di Brown di Glyn Dillon, La grande Odalisca di Vivès, Ruppert e Mulot.

Ma forse, come ha dichiarato in un’intervista la stessa Caterina, il successo di questa casa editrice sta nel fatto di aver sempre agito con buonsenso, e questo lo si può notare dal fatto che propongono sempre edizioni molto curate anche nell’aspetto fisico dell’oggetto libro o che cercano di chiarire ogni lato oscuro del mestiere editorale, anche tramite il loro blog (lo si può trovare sul loro sito e si chiama “I tipi di Bao”), per poter creare con i lettori un rapporto autentico di fiducia.


CREDITS
Copertina by Lo Sbuffo
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