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15 agosto 2018

Quando la moda diventa hi -tech

Quando la moda diventa hi -tech

Da sempre il mondo della moda ha rivolto il suo sguardo verso il futuro e l’innovazione. Dalle parrucche anti – gravità di Maria Antonietta al tessuto di maglia Oroton di Gianni Versace, l’avanguardia dell’industria si è sempre distinta dalle altre per il suo risvolto creativo.

Ma prima di intraprendere la strada del progresso, è bene partire dalle fondamenta del sistema. La moda è dir per sé uno dei pochi settori ad aver mantenuto l’artigianalità e metodi di lavorazione tradizionali (si parla qui di Moda con la M maiuscola, non della non troppo lusinghiera fast – fashion), e resta fedelmente ancorata all’ispirazione del passato. Come coniugare dunque questo legame con il passato con la passione per il futuro? La risposta è più semplice di quanto si pensi.

 

Non è infatti necessario sconvolgere completamente il sistema, bensì adattarlo al presente, e gli esempi non mancano. Nella collezione spring/summer 2017 di Chanel, Karl Lagerfeld ha pensato bene di inserire delle magnifiche Boy Bags, uno dei modelli più amati della maison, con inserti LED, controllabili con un pulsante all’interno della borsa, così da cambiare i motivi, i movimenti e i colori delle luci (rappresentanti bolle, fiori, il classico logo Chanel e molto altro). Durante la Fashion Week milanese, le sfilate fall/winter 2018 si sono trasformate in una fiera degna della Silicon Valley. Alessandro Michele ha fatto sfilare i modelli Gucci in un allestimento a metà tra una sala operatoria e la Stanza della Televisione di Willy Wonka, con modelli che al braccio stringevano repliche in 3D delle loro teste, oppure cuccioli di Drago perfetti per una moderna Daeneris Targaryen. Anche Dolce & Gabbana hanno stupito il pubblico con una parata di splendide borse volanti trasportate da droni sincronizzati, con aggiunta di sfera luminosa per non farsi mancare niente.

Ma quando si parla di moda, si parla anche del caro vecchio “trucco e parrucco”. Aziende di make – up e skin – care fanno a gara per sfornare nuove creazioni come pagnotte fresche quasi ogni mese, e nascono così gli illuminanti in formato gelatinoso di Farsalì, fondotinta mirabolanti con durata di 24h, o maschere magnetiche che si rimuovono con una calamita.

Sebbene l’obiettivo dei prodotti resti lo stesso, tutto ciò che li circonda, dal marketing all’advertising, cambia a velocità stratosferica. Gli abiti saranno sempre realizzati per essere indossati, le creme avranno sempre la loro immacolata funzione anti – age, ma magari un giorno vedremo sfilare modelle robot e le maschere avranno il potere del fantomatico sangue di vergine di Erzsébet Báthory.

Ma questo è solo l’inizio. Al giorno d’oggi, designers ed esperti di settore guardano alla tecnologia come ad un Nuovo Mondo, una terra incognita da esplorare e scoprire, e i vari brand sono sempre alla ricerca di nuovi effetti speciali per impressionare e stupire il pubblico di acquirenti. In continua evoluzione, la moda è progresso a 360°: è sociale, di genere, tecnologico, e non si limita a restare nei limiti che il resto del mondo è costretto a seguire. Anche per questo il fashion system è una delle realtà più affascinanti ed anticonvenzionali, perché sa coniugare più realtà in una, sa essere meravigliosa ma attenta, sa essere l’etica unita all’estetica, mantenendo però lo stesso effetto di sempre, che, come la musica del flauto magico, incanta novelli bambini e il conduce in un mondo fantastico.

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