15 dicembre 2018

ICONS: il colbacco

ICONS: il colbacco

Non sono affatto pochi i trend che non si stufano mai di fare capolino in passerella ed in vetrina non appena il mondo sembrava essersi dimenticato di loro. Tra questi, uno particolarmente recidivo è il colbacco, accessorio invernale che, a dirla tutta, non pare mai passare completamente di moda.

E no, non si tratta solo di un copricapo da sciure: questo copricapo di pelliccia, molto prima di essere un sempreverde della moda invernale, era impiegato dai popoli russi, armeni, turchi ed afghani per proteggersi dal gelo infido delle steppe.

Più comunemente associato all’Armata Rossa, esso è infatti nato come un indumento tipicamente militare. Per questo, gli esemplari più vintage di questo copricapo (a braccetto con moltissime riproduzioni scadenti) non mancano della Kokarda, lo stemma a cinque punte ornato di falce e martello.

Dalle file dell’esercito sovietico, il colbacco (o ushanka) ne ha fatta di strada, sebbene sia difficile determinare quando esattamente si sia cominciato ad adottarlo per uso civile. Certo è che da quel momento, il colbacco non ci abbia più abbandonati, riconfermandosi nei decenni come uno dei più duraturi capisaldi del reame degli accessori, notoriamente soggetto a sbalzi d’umore e cambiamenti radicali molto più del mondo dell’abbigliamento.   

Malgrado la sua indubbia longevità, il colbacco ha anche subito molte trasformazioni, adattandosi al mondo che, intorno ad esso, cambiava.

Negli anni Cinquanta, i colbacchi più in voga erano piuttosto spaziosi nella parte superiore, probabilmente a causa delle capigliature voluminose altrettanto alla moda in quel periodo. Durante gli anni Ottanta, un decennio tra i più eccentrici del secolo scorso, i colbacchi si sono adattati, diventando leggermente oversize e molto più vistosi. La maggior parte dei copricapi prodotti ed usati oggi, invece, somigliano più ad una fascia di pelliccia che cinge la fronte.

Inoltre, mentre tradizionalmente questi copricapi si trovavano solamente in nero, grigio o bianco in modo che fosse semplice mimetizzarsi, oggi il bisogno di mimetizzarsi è stato completamente soppiantato dalla voglia di apparire, che ha portato con sé cappelli di pelliccia di ogni colore.

Non è difficile intuire come il colbacco sia riuscito a rimanere in auge per così tanto tempo. Dopotutto, è un destino che spesso si riserva a capi che coniughino estetica e funzionalità, e non sono molti altri i cappelli che sono stati in grado di far sentire così tante generazioni eleganti come un nobile, omettendo il rischio di una sinusite fulminante.

 

FONTI

Vogue

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.