08:33 pm
23 settembre 2018

I ritratti rivoluzionari di Malik Sidibé

I ritratti rivoluzionari di Malik Sidibé

Malik Sidibé è stato uno dei protagonisti della fotografia contemporanea. Chiamato “occhio di Bamako”, è stato capace di immortalare il tessuto sociale cittadino della capitale del Mali.

Comincia la sua professione da autodidatta e dopo un lungo periodo di lavoro sulla cultura popolare e sulla fotografia documentaria, Sidibè decide di dedicarsi ai ritratti in studio, che diventano una vera e propria attrazione per le nuove generazioni. Si fanno immortalare con vestiti e accessori alla moda e con posture fiere, affidandosi completamente al fotografo, diventando testimoni di una libertà conquistata in modo consapevole.

Malik Sibidé, Nuit de Noël, 1963

All’indomani della dichiarazione d’Indipendenza dell’intero Paese (1960), il fotografo sembra in grado di restituire a pieno quel clima di festa e l’esplosione di vitalità che interessarono soprattutto i giovani. Una generazione che spostava il proprio sguardo ad Ovest, all’Europa, assorbendone gusti musicali ed estetici.

Malik Sibidé, Un jeune gentleman, 1978

 

Malick Sidibé si inserisce con occhio partecipe tra i balli sfrenati nelle notti di Bamako e ne coglie la spontaneità.
Attraverso i suoi scatti, realizzati con un uso sapiente del bianco e nero, l’occhio dell’osservatore si immerge in un’epoca fatta di musica e leggerezza.

Le composizioni sembrano tutt’altro che costruite, bensì quasi improvvisate, con quel che il fotografo e i ragazzi avevano a disposizione ed è proprio questo aspetto a rendere questi ritratti e questi giovani immortali.

Malik Sibidé, Un yéyé en position, 1963

Vi era poi una dimensione quasi paterna tra Sidibé e chi ritraeva.
Testimonianze di quelle notti a Bamako raccontano che il fotografo, invitato ad alcune feste o semplicemente trovandosi a farne parte, quasi sempre regalava gli scatti realizzati durante la serata a chiunque li volesse.

Si è conclusa lo scorso 25 febbraio a Parigi (presso la Fondation Cartier) una mostra dedicata al fotografo intitolata Mali Twist, quella musica che accompagnò le notti rivoluzionarie di Bamako.

“Abbiamo desiderato mettere in luce come la sua generosità, la sua eloquenza e la sua gioia abbiano determinato la sua vita di fotografo. A lui piaceva conoscere gli altri e questa curiosità verso il prossimo è stata una fonte di ispirazione. […] lo spirito di apertura gli permise di cogliere i suoi soggetti nell’intimità dello studio di Bagadadji, a Bamako, o durante le feste a sorpresa, con tolleranza e buonumore.”

Così la curatrice della mostra, Brigitte Ollier, raccontava i tratti significativi dell’artista.

Malik Sidibé

I ritratti di Malik Sidibé risuonano come un inno di speranza e incoraggiamento per i ragazzi d’oggi, superando ogni barriera spazio-temporale e convenzionale.

“Nessun artista è stato più attivo nell’accrescere l’importanza della fotografia nel continente, così come nel contribuire alla sua storia, all’arricchimento del suo archivio di immagini e all’affinamento della nostra conoscenza dei toni e delle trasformazioni che hanno caratterizzato la cultura africana tra la seconda metà del Ventesimo secolo e l’inizio del Ventunesimo”.

Questo si leggeva fra le motivazioni per le quali la Biennale Arte di Venezia (nel 2007) gli assegnava il Leone d’oro alla carriera.

“Volevo essere il fotografo della felicità”

A giudicare dal volto di questi ragazzo, ci è riuscito.


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