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23 giugno 2018

DOSSIER| PrEP, la rivoluzionaria pillola che previene l’HIV

DOSSIER| PrEP, la rivoluzionaria pillola che previene l’HIV

Tutti sappiamo quanto sia devastante e pericolosa una malattia come l’AIDS e quanto gli istituti sanitari si siano impegnati nella ricerca di una cura. La cura contro il virus dell’HIV non esiste ancora, ma per fortuna la ricerca ha brevettato medicinali che allievano i sintomi del virus e la progressione della malattia. Tra questi medicinali c’è anche la PrEp.

Cos’è la PrEP?

La PrEp è un tipo di profilassi pre-esposizione (infatti PrEP è una sigla che sta per Pre-Exposure Prophylaxis) che consiste in una pillola che ha proprio il compito di prevenzione del virus di HIV tramite la trasmissione per via orale. Essa però non previene da altre malattie veneree come la sifilide o altre infezioni, bensì solo da HIV. Questa pillola contiene gli stessi principi attivi che assumono le persone affette da AIDS per tenere bassa la carica virale. La PrEp non è coperta dal sistema sanitario nazionale italiano, non è neanche venduta nel nostro Paese come in altri come la Francia o gli Stati Uniti. In Italia è acquistabile per vie traverse: attraverso gli acquisti in rete oppure si può portare introdurre tramite il mercato nero. In media costa sui 115 euro.

Come viene assunta?

Esistono due tipi di utilizzo: uno quotidiano e uno “on demand”. Il primo utilizzo avviene tramite l’assunzione di una pillola una volta ogni giorno; questo dovrebbe assicurare una quantità di principio attivo sufficiente a proteggere tutto il giorno per tutti i giorni della settimana. Per chi ha rapporti abituali ogni fine settimana, l’assunzione della PrEp quotidiana è probabilmente la scelta migliore. La seconda modalità è appunto quella “on demand”, ovvero quando serve, ad usum. Questa è un’opzione di uso meno dispendiosa poiché i comportamenti a rischio di contrarre il virus sono limitati e per questo motivo la quantità del farmaco necessaria viene ridotta. Essa prevede la doppia dose di PrEP, quindi due pillole, prima di consumare, dopo il rapporto invece si prende una sola pillola, 24 ore dopo l’assunzione della doppia dose iniziale e successivamente un’altra pillola, trascorse altre 24 ore. Quindi la dose richiesta dopo il rapporto è di due pillole che devono essere assunte tra le 24 e le 48 ore dopo la doppia dose iniziale.

Chi può assumere questa pillola? 

Tutti possono assumere la pillola, ma è l’assunzione è mirata per chi è soggetto a contrarre il virus: quindi è più indicata a persone che hanno rapporti sessuali con una persona affetta da HIV e coloro che non hanno una relazione ma solo rapporti occasionali. Secondo il programma sperimentale sulla PrEp, questa è efficace in combinazione con altri tipi di contraccettivi come il preservativo, che da una copertura di protezione del 100%. I risultati del farmaco sono stati confermati durante l’International AIDS Conference: alcuni studi in particolare hanno dimostrato che, dopo la sua introduzione il tasso di incidenza dei contagi è diminuito notevolmente secondo una statistica effettuata tra i maschi omossessuali di San Francisco e quelli di New South Wales.

In Italia il primo test di questa nuova terapia sperimentale avverrà per la prima volta a Bologna grazie alla collaborazione tra il policlinico Sant’Orsola e il Blg-check point. Inoltre molte associazioni italiane come l’ASA, stanno lavorando per permettere l’introduzione della PrEP e regolamentarne l’uso in collaborazione con le istituzioni. L’ASA inoltre ha iniziato una campagna di informazione attraverso vari canali come lo Sportello PrEP presso ASA Onlus e gruppi chiusi sui social per capire quante persone utilizzano la pillola e quanti ne vorrebbero usufruirne.

Ovviamente come tutti i farmaci non è tutto gioviale, ma ci sono anche degli effetti collaterali: quali sono le controindicazioni?

Durante il primo mese di utilizzo, i consumatori potrebbero accusare sensazioni di nausea, diarrea, gonfiore o mal di testa. Nel caso dei pazienti che consumano la pillola quotidianamente potrebbero riscontrare una perdita di densità di ossa dall’1 % al 5%, disfunzioni renali, disturbi allo stomaco e al fegato. Questi dovrebbero scomparire una volta aver smesso l’assunzione del farmaco.

In Italia quali opinioni dilagano riguardo la PrEP?

In Italia ci sono molti pareri contrastanti: si è tenuta l’Italia Conference on AIDS and Retroviruses che fu importante per informare il pubblico su questo nuovo tipo di farmaco. Sono stati chiamati come ospiti per presentare i risultati dei loro studi Sheena McCormak, coordinatrice dello studio PROUD, e Eric Cua, ricercatore di IPERGAY. I due studi hanno dimostrato come la PrEP possa costituire uno strumento preventivo utile nel contesto europeo anche se bisogna ragionare sia sulle modalità di assunzione e di efficacia che può variare da persona a persona  sia su come immetterlo nel mercato.

La comunità gay che assume la PrEP è salita dal 45% al 76% in due anni anche se è calata la percentuale di persone che si dichiarano pronte a volerla utilizzare (da 65% a 56% in due anni). Ciò che scoraggia i pazienti è la paura degli effetti collaterali e al fatto di non voler assumere farmaci. Mentre la quota di chi dubita è calata dal 55% nel 2013 al 28%. Secondo l’opinione degli infettivologi, il 35% sarebbe favorevole all’introduzione della PrEP in Italia, mentre per il 48% ci vorrebbero maggiori indagini sull’efficacia del farmaco. Secondo il 57% non si dovrebbero investire risorse in questa profilassi e non dovrebbe essere fornita gratuitamente per il 70%. Per il 71% degli intervistati questa porterebbe ad un uso molto ridotto degli altri metodi preventivi. Le coppie eterosessuali sierodiscordanti (indica una relazione in cui un partner sieropositivo, mentre l’altro non lo è), secondo uno studio dello Spallanzani di Roma, potrebbero assumere le stesse dosi quotidiane che sarebbero prescritte normalmente. Si è scoperto che per avere una gravidanza in maniera più sicura uno dei metodi accettati per le coppie sierodiscordanti è una cura con la profilassi pre-esposizioni associata alla soppressione virologica nel partner affetto da HIV.

Questa piccola pillola sembra aver rivoluzionato e portato ad un livello superiore la ricerca di una cura per il virus dell’HIV, ciononostante non bisogna dimenticarsi che la PrEP non è un metodo contraccettivo, bensì un farmaco, una profilassi pre-esposizione che non previene né protegge da altre malattie, al di fuori dell’HIV; perciò è sempre meglio e di buon uso usare il preservativo.

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