C’era una volta YouTube, quel magico mondo in cui entravi per ascoltare la tua canzone preferita del momento e due ore dopo ti ritrovavi chissà come a vedere tutorial improbabili che neanche Bob l’Aggiustatutto o Giovanni Muciaccia e i suoi Art Attack. Ovviamente YouTube esiste ancora, è pieno di video come suo solito, però è stato surclassato da Spotify, specie per quanto riguarda la promozione di artisti emergenti. Per carità, ci sono ancora tantissimi artisti che provano a farsi notare pubblicando cover o brani inediti su YouTube, ma su Spotify è decisamente più facile scovare gente interessante tra una hit del momento e l’altra. A quanti di voi sarà capitato di alzare gli occhi al cielo con esasperazione vedendo che la suddetta app ha deciso di riprodurre un brano a caso di un artista a voi totalmente sconosciuto? Ah, la bella vita di chi non ha l’abbonamento Premium… ed è inutile mormorare “no, non m’interessa” al telefono o “ti prego, basta”: Spotify continuerà imperterrito nella sua missione di rovinarvi la vita pubblicizzare chi gli pare.

Al giorno d’oggi qualsiasi musicista, cantante, band che voglia farsi conoscere da un pubblico più vasto sa che deve sbarcare su Spotify e crearsi un seguito su quella piattaforma. Spotify, dal canto suo, inserisce i loro brani in miriadi di playlist diverse, siano esse relative ad un particolare genere, mood o periodo dell’anno, in modo che sia più facile per l’ascoltatore imbattersi in essi. Talvolta, però, le cose vengono fatte in grande e Spotify crea un’intera playlist sulla musica di un dato artista e la mette in evidenza nella home dell’app e con degli annunci che compaiono periodicamente durante l’ascolto. Insomma, quando decide che devi ascoltare qualcuno di nuovo prima o poi riesce a costringerti a farlo, che tu lo voglia o meno.

Un modo più tradizionale per conoscere nuovi artisti che forse non andrà mai in pensione è affidarsi ai gusti di cantanti e band che già si seguono perché chi si somiglia si piglia, giusto? Brani consigliati via Twitter, Instagram Stories dai concerti cui assistono, playlist (ancora una volta sul buon vecchio Spotify) con le proprie fisse del momento e, infine, loro: gli opening e supporting acts. Vi sarà capitato di ascoltare qualcuno solo perché sta aprendo i concerti di un artista che apprezzate particolarmente, “se l’hanno scelto sarà bravo”, e di cadere nel tunnel oscuro di una nuova ossessione musicale. Tranquilli, succede anche ai migliori.

Ultimo, ma non meno importante, c’è sempre il classico passaparola tra amici e colleghi. Tutti abbiamo quel conoscente fissato con la musica che ascolta gente sconosciuta dal nome impronunciabile e cerca di convertire tutti a questa specie di credo. E se voi non l’avete, probabilmente siete voi, eh già.


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