Trevor è un tredicenne che sta scoprendo se stesso e facendo i conti con l’adolescenza, forse il periodo più fragile dell’esistenza di un essere umano. Come molti ragazzi della sua età ha delle passioni: ama Lady Gaga, la danza e i musical. Questi suoi interessi vengono reputati dai suoi coetanei strani e perciò lo portano ad essere deriso ed emarginato da quella che fino a quel momento era stata la sua cerchia di amici, cosa che lo porterà al suicidio, o meglio, a tentarlo.

Sin dal principio ci si accorge infatti che il protagonista ha dei pensieri riguardo la propria morte; ad esempio, simula la scena di un omicidio in cui lui è stato accoltellato davanti al giardino di casa e, sdraiato con un coltello piantato per terra posto tra il braccio e il busto, finge di essere morto. Ma gli adulti sembrano non accorgersene: il padre seguita a tagliare l’erba, mentre la madre grida dalla cucina lamentandosi di non trovare uno dei propri coltelli, allora esce in giardino e, ripresolo torna in casa; il padre chiede poi a Trevor di spostarsi affinché lui possa finire di falciare il prato.

L’autore della storia è James Lecense, un attore e scrittore cinematografico nato nel 1954, che scrisse questa storia nel 1994 con l’intento di far venire alla luce il fenomeno dei suicidi di alcuni giovani ragazzi della comunità LGBT+.

La storia venne poi proposta dalla produttrice cinematografica Peggy Rajski e dall’attore Randy Stone sotto forma di mediometraggio, una sequenza scenica di circa diciotto minuti che ebbe molto successo, tanto da vincere un oscar. Più tardi i diritti vennero acquistati dall’emittente televisiva statunitense HBO.

Oggi Trevor è diventato un libro. Dalla versione originale del mediometraggio si discosta per qualche particolare, ad esempio la cantante preferita del giovane prima non era Lady Gaga, bensì Diana Ross. Si può supporre che siano stati fatti alcuni cambiamenti per attualizzare il libro che, oggi edito da Rizzoli, porta due prefazioni: quella scritta per l’edizione inglese da David Levithan e quella scritta per la versione italiana da Carlo Gabardini, che alcuni potranno ricordare per la sua parte in Olmo in Camera Café.

Oltre ad essere un libro Trevor è anche una piattaforma per il supporto per i giovani della comunità LGBT+ chiamata “The Trevor Project” per la prevenzione del suicidio.

Può il personaggio di Trevor rappresentare un’ancora di salvezza per i giovani della comunità LGBTQIA?


FONTI
Trevor. Non sei sbagliato: sei come sei, James Lecesne, Rizzoli, 2014
CREDITS
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