Nel mese di San Valentino abbiamo deciso di ricordare il più innamorato di tutti: il paladino di Francia Orlando. Così innamorato da divenire furioso e perdere il senno sulla Luna, Orlando è il protagonista di uno dei grandi classici italiani, del best seller del XVI secolo, scritto dal celebre Ludovico Ariosto (1474-1533). Immerso nella selva, immagine intricata della vita, e pullulante di personaggi interessanti, il poema cavalleresco ha resistito ai secoli e conquistato l’immaginario comune.

Angelica e Medoro Michele Rocca

Le gesta dei paladini erano un tema molto utilizzato che influenzò anche l’arte. Le mille avventure dell’Orlando Furioso furono oggetto di rappresentazioni teatrali e tema di opere artistiche. Ancora oggi il poema va in scena ed emblematica fu la rappresentazione di Luca Ronconi nel 1969 in cui Astolfo lasciava la Terra per la Luna nel momento in cui il primo uomo raggiungeva la Luna. Oltre alle numerose incisioni e illustrazioni per le edizioni manoscritte e destinate alla stampa, i pittori fecero propria la realtà fantastica della massima opera della corte estense.

Angelica e Medoro è una famosa opera dell’artista bergamasco Simone Peterzano eseguita tra il 1560 e il 1596. Il dipinto olio su tela fu fondamentale nello studio sul pittore perché capace di dimostrare l’influenza dell’arte veneziana del XVI secolo, città in cui visse, e del maestro Tiziano. La tela fu commissionata da Gerolamo Legnano e fu probabilmente eseguita a Milano, città in cui conobbe il giovane Caravaggio.

Antonio Zucchi: Angelica e Medoro

Nell’arte di Petarzano il soggetto amoroso e la narrativa sono caratteristici e questo si può dire anche per la celebre scena in cui la bellissima Angelica si innamora del semplice fante dell’esercito saraceno dimenticando di tutti gli spasimanti, tra cui Orlando che da lì a poco impazzirà. In ambiente silvestre la donna si appresta a curare l’amato mentre Orlando sullo sfondo compie una carneficina. I soggetti sono al centro della tela, fedeli al testo scritto (come la presenza del cavallo Brigliadoro). Mentre i corpi si rifanno all’arte classica, le luci sono esperienza artistica contemporanea all’artista.

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FONTI
Studio personale della redattrice