Il nuovo singolo di Calcutta: Pesto

Alla mezzanotte tra l’1 e il 2 febbraio è uscito Pesto, il secondo estratto del nuovo album di Calcutta. Il singolo è stato precedentemente annunciato sui social dal cantante di Latina, che ha fornito parte dello spartito sulla propria pagina facebook, per accrescere l’attesa (e le cover della canzone sono paradossalmente uscite prima dell’originale).

Calcutta recentemente ha anche annunciato due date estive all’Arena di Verona e di Latina, ma non si sa ancora nulla sul nuovo album, né sul titolo, né sulla data di uscita. Però è facile aspettarsi qualche indizio nei prossimi giorni dal cantante che, per l’uscita di Orgasmo (il primo estratto del nuovo album), ha tappezzato Roma e Milano di manifesti .

Comunque è già possibile fare qualche previsione rispetto al prossimo album grazie ai due estratti. Di certo sarà un album che piacerà ampiamente al pubblico, ma purtroppo non sembra presagire nulla di troppo innovativo per Calcutta, che ha per ora rilasciato due canzoni davvero figlie di Mainstream (il secondo album del cantante). Come Orgasmo infatti anche Pesto non colpisce granché, anche se dopo i primi ascolti rimane in testa ed entra nel novero delle canzoni da cantare a squarciagola con Frosinone e Gaetano.

Malgrado la cantabilità di Pesto e quel liberatorio “Uè deficiente” il testo lascia un po’ a desiderare. “Mi sono addormentato di te” risulta troppo “indie” anche per Calcutta e anche i versi che danno il titolo alla canzone:

“Fuori è notte, mangio il buio col pesto
Non mi piace ma lo ingoio lo stesso”

Risultano già sentiti, forse perché è lo stesso gioco di parole dell’inizio di Irene (“In questa notte di buio pesto, che forse era buio pomodoro), la canzone che ha allargato il pubblico dei Pinguini Tattici Nucleari mesi fa.

Insomma da (possiamo dirlo) un vero cantautore come Calcutta ci aspettavamo di meglio, anche perché Orgasmo sotto questo punto di vista aveva retto le aspettative con un testo in cui è più facile ritrovarsi, come nello “sputare allo specchio per lavarsi la faccia” o nel cogliere la fine di un amore dal silenzio, anche negli insulti e litigi, perché a volte anche quelli mancano:

“È un sacco che non te la prendi
È un sacco che non mi offendi”

Pesto però, rispetto alle altre canzoni di Calcutta, presenta una melodia più curata, meno grezza. Forse una piccola evoluzione che se sviluppata anche nei prossimi brani dell’album potrebbe rappresentare una crescita per il cantante di Latina.

Dal 4 febbraio Pesto ha finalmente anche un videoclip, girato tutto in piano sequenza dall’ormai affermato nel panorama indie Francesco Lettieri. Il regista di Liberato, Carl Brave x Franco 126, Motta e molti altri, non ha deluso anche stavolta, con un video particolare, di quelli che o spegni subito perché troppo noioso o arrivi fino in fondo con le lacrime agli occhi. Si tratta di un frammento di un amore stavolta già finito, di cui noi vediamo solo l’ultima straziante chiamata. Ambientato nella Fiumicino del ’94, è interpretato da Riccardo De Filippis, famoso per il ruolo di Scrocchiazeppi nella serie televisiva Romanzo Criminale, giusto per rendere il tutto ancora più romano.

Il video, come la canzone che accompagna, ha avuto un grande successo. Adesso però, oltre a sfornare altri successi come la precedente Orgasmo, è ora di chiedere a Calcutta qualche innovazione e cambiamento. Perché già gran parte del vasto e confuso mondo dell’indie italiano si è rifatto a lui in tutti i modi e in tutte le salse, quindi se anche lo stesso Calcutta si ostinasse nel nuovo album a rifarsi al suo Mainstream, ripiegandosi su se stesso, bisognerebbe trovare un nuovo modello e punto di riferimento, affinché il genere non risulti con il tempo sempre più sterile e asfittico.

 


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