15 novembre 2018

Quando il cinefilo si prepara per gli Oscar: tutti i film più quotati

Quando il cinefilo si prepara per gli Oscar: tutti i film più quotati

La 90esima edizione degli Oscar si avvicina, e con essa aumenta l’hype attorno ai film candidati. Ma per ogni cinefilo che si rispetti, le previsioni non possono essere fatte senza avere visto ogni singolo film candidato. E dunque, così che febbraio possa essere un mese in cui vi rinchiuderete al cinema e, per semplificarvi un po’ la vita, ecco a voi la lista dei film che dovete assolutamente vedere, in base alle probabilità di vittoria.

Innanzitutto gli immancabili nella to watch list sono sicuramente Tre Manifesti a Ebbing, Missouri e La Forma dell’Acqua: sono infatti rispettivamente il film di McDonagh e quello di Guillermo Del Toro che con molta probabilità si contenderanno il maggior numero di statuette, tra cui quasi inevitabilmente quella per Miglior Film e Miglior Sceneggiatura Originale – mentre sicuramente Miglior Attrice Protagonista e Miglior Attore Non protagonista andranno rispettivamente a Frances McDormand e Sam Rockwell di Tre Manifesti. Due film molto diversi, da una parte una favola moderna ed insolita, dall’altra il viaggio così reale di una donna attraverso la propria rabbia, che hanno a loro modo incantato e colpito sia critica che pubblico. Entrambi sono già al cinema.

Sam Rockwell e Frances McDormand in una scena di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Nell’improbabile – molto improbabile – caso in cui i due film precedenti non si aggiudichino uno dei due premi citati, chi potrebbe portarli a casa potrebbero essere Lady Bird di Greta Gerwig o Get Out di Jordan Peele: uno la storia di formazione di un’atipica diciassettenne, forte e sicura di sé – ma comunque con la giusta dose di normali insicurezze adolescenziali – pronta ad affrontare il mondo; l’altro la disavventura horror di un ragazzo nero alle prese con quella che dovrebbe essere la famiglia liberale, e bianca, della fidanzata. Entrambi poi sono candidati per la Migliore Regia, come anche Del Toro. Sarebbe un’impresa non da poco strappare la statuetta al veterano messicano – soprattutto se si considera che sia Peele che Gerwig sono al loro debutto direttoriale. Sarebbe invece storica l’ipotetica vittoria della californiana, la sola quinta donna candidata nella storia degli Oscar, che diventerebbe la seconda vincitrice di sempre, dopo Kathryn Bigelow per The Hurt Locker. Se Get Out non è ormai più al cinema, Lady Bird invece uscirà l’1 marzo.

Per quanto riguarda invece la Miglior Sceneggiatura Non Originale è Chiamami col tuo nome che potrebbe avere buone possibilità di riuscita. Il film di Luca Guadagnino, un’altra storia di formazione ma soprattutto dell’amore tra Elio (Timothée Chamalet) e Oliver (Armie Hammer) nato nel locus amoenus di Crema, è riuscito a portare egregiamente sul grande schermo la vicenda dell’omonimo romanzo di André Aciman, dando soprattutto modo a Chalamet di brillare, ottenendo la sua prima nomination come Miglior Attore Protagonista, premio che però molto probabilmente perderà. Il film è già in sala.

Gary Oldman in L’ora più buia

Chi “ruberà” il premio a Chalamet sarà quasi sicuramente Gary Oldman, per la sua interpretazione di Winston Churchill in L’ora più buia. Come sempre l’attore britannico ha dato prova del suo immenso talento, ridando vita ad uno dei personaggi più famosi ed importanti della storia contemporanea. Dalla sua, oltre al talento (che l’Academy non ha mai riconosciuto a fondo), c’è per di più l’amore incondizionato degli Oscar per attori che si cimentino nella ricostruzione di persone realmente vissute (eccezion fatta per l’eccezionale Jackie Kennedy di Natalie Portman). Il film è già al cinema.

Rimane il premio per la Miglior Attrice non Protagonista. Con molta probabilità, la vittoria ricadrà su Allison Janney per l’interpretazione della madre di Tonya Harding in I, Tonya. Per quanto alcuni puntino anche su Laurie Metcalf, madre del personaggio di Saoirse Ronan in Lady Bird, la performance di Janney è in una qualche misura più evidente, dato il carattere assurdamente meschino e fuori dalle righe del personaggio, ma soprattutto per il lavoro dell’attrice, che non solo sembra essersi calata nei panni di LaVona Harding, ma quasi non la si riconosce. Per apprezzarne l’interpretazione bisognerà però aspettare il 22 marzo.

Altri film che potrebbero riservarci qualche sorpresa sono The Post e The Florida Project, entrambi in sala dall’1 febbraio; Il Filo Nascosto, dal 22 febbraio al cinema, e forse anche Mudboud (disponibile su Netflix), per la cinematografia, per la quale Rachel Morrison è la prima donna candidata.

Come sempre però gli Academy potrebbero scongiurare ogni previsione, magari un nuovo “scandalo” in pieno stile Lalaland-Moonlight? Dovremo aspettare il 4 marzo per scoprirlo.

CREDITS

Copertina © 2018, Academy Awards

Immagine 1 ©  2017 Twentieth Century Fox Film Corporation

Immagine 2 © 2017 Focus Features LLC

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.