Stilista eclettico dalla variopinta creatività, Alessandro Michele, creative director di Gucci dal 2015, ha strabiliato e sconvolto il fashion system grazie ad uno stile unico e innovativo, irriverente ma al tempo stesso versatile, coniugando una passione per il decoro alla qualità sartoriale della tradizione fiorentina.

Subentrato alla guida del brand dopo Frida Giannini, Alessandro Michele ha ampiamente forgiato il suo stile alla Richard Ginori, marchio storico nella produzione di ceramiche e porcellane acquisito dal gruppo Gucci nel 2013. Il classico décor di vasellame e arredamento, con volute floreali, richiami barocchi e tratti di bucolica raffinatezza, sono l’impronta con cui Michele ha rimodellato il marchio. Annoverato dal Times come il primo fra i100 stilisti più influenti del mondo, Alessandro Michele nasce e cresce a Roma, città intrisa di un’eleganza antica, che funge da cornucopia di ispirazione grazie al suo fascino storico e al suo patrimonio artistico. Dopo aver studiato all’Accademia del Costume e della Moda della capitale italiana, Michele inizia la sua carriera come Senior Accessories Designer di Fendi e con una collaborazione da Tom Ford. L’avventura Gucci comincia prima di quanto si possa immaginare. Nel 2002 infatti si trasferisce a Londra presso il design studio britannico della maison, ricoprendo una serie innumerevoli di ruoli, da Leather Goods Design Director nel 2006 a Associate Creative Director nel 2011.

Ma il nome di Alessandro Michele si diffonde con impressionante rapidità a partire dal 2015 quando assume la guida creativa del brand, rivoluzionandolo completamente. Se il fil – rouge della Giannini era monocromatico, dalle linee pulite, e privo di fronzoli, quello di Michele è una tavolozza ricca di sfumature, è vivace, eccentrico, quanto di più lontano dalla sobrietà della Giannini, che porta una ventata di aria fresca e di giocosità nel classicismo a volte statico della moda italiana. L’uso dei tessuti viene sfruttato al massimo, e la texture morbida della seta si abbina a quella aggressiva delle borchie. Il velluto fiorisce in una splendida varietà di ricami, mentre perle, pietre e inserti smaltati sembrano sbocciare tra le balze e le volute dei suoi abiti. Richiamandosi ad un atteggiamento British glam, la donna Gucci è, per Alessandro Michele, una donna che non ha paura di osare nell’abbigliamento, è una donna che ha voglia di divertirsi con le sfumature, è stanca del diffuso grigiore e si adorna di un arcobaleno fluorescente e sensuale. Altro punto forte sono gli accessori, che si arricchiscono di nuove it bags tra cui l’agognatissima Dyonisus, nonché di eccentrici cappelli e copricapo, anelli da palmo, e scarpe dal sapore retro. Ciliegina sulla torta di uno stile ampolloso ma mai kitsch, gli accessori Gucci hanno il sapore della tradizione pellettiera fiorentina, traslando il classico monogramma sui nuovi modelli di borse e valigeria.

Inaugurando una linea di arredamento che riprende stampe e temi del prèt – à – porter, lanciando nuove fragranze eteree come l’ormai iconico Gucci Bloom, e un make up irriverente con farfalle stampante sull’illuminante, Alessandro Michele è lo stilista del cambiamento, di un nuovo stereotipo di eleganza ornamentale incarnata dalla testimonial Dakota Johnson, è il fautore di una nuova tradizione della moda italiana, fatta di lusso, originalità e un pizzico di sfrontatezza. Sigillata con l’apertura del Gucci Garden a Firenze, la carriera di Alessandro Michele da Gucci è un susseguirsi di successi e trionfi, un incanto che si rinnova con ogni collezione.

 FONTI

La Repubblica