Tutt’altro che oscurata dall’importante cognome del marito, famoso attore britannico, Livia Firth ha saputo imporsi nel campo della moda come paladina dell’eticità: con la sua società Eco-Age, ha deciso di affrontare il tema della sostenibilità, sfidando il recente fenomeno del “fast fashion”.

Avevamo già accennato ad Eco Age nel nostro articolo dedicato ai Green Carpet Fashion Awards, tenutisi a Milano lo scorso settembre, ma trattandosi di un tema estremamente importante, vogliamo approfondire e parlare più ampiamente di questa società.

Ambasciatrice Globale Oxfam, UN Leader of Change, è proprio da Livia Firth che ci si sarebbe potuti aspettare un tale impegno in etica e sostenibilità, Livia è fondatrice e direttrice creativa di Eco-Age.

Eco-Age: di cosa si tratta?

“Eco-Age is a brand/marketing consultancy that helps businesses to grow, by creating, implementing and communicating sustainability solutions.”

È una società che si occupa di affiancare i brand di moda per condurli lungo un percorso eco-sostenibile che possa beneficiare le persone, così come il nostro pianeta, in un mondo come quello di oggi in cui i campanelli d’allarme riguardo ai danni che la Terra è costretta a subire diventano sempre più urgenti ed importanti. Eco-Age si occupa di vari settori tra cui marketing, organizzazione d’eventi, PR e comunicazioni vantando clienti del calibro di Camera della Moda Italiana, GUCCI e net-a-porter. A Londra è stato fondato anche un concept store Eco-Age in perfetto allineamento con i principi della compagnia. Un impegno nell’ecosostenibilità che viene seguito in prima persona dalla società e che viene celebrato dagli awards Green Carpet Challenge (GCC) Brandmark, assegnati nel caso in cui i criteri etici imposti da Eco-Age vengano soddisfatti.

Come un brand può guadagnarsi un GCC?

Dieci sono i principi da rispettare, per essere riconosciuti da questa prestigiosa organizzazione (potete trovare la spiegazione completa sul sito ufficiale):

  • Trasparenza
  • Niente sfruttamento minorile
  • Lavoro onesto e giusto riguardo l’impiego di personale e l’ambiente lavorativo
  • Comunità e sviluppo di essa
  • Tracciabilità
  • Protezione di risorse e ambiente
  • Riciclo e Riutilizzo
  • Minimizzazione dell’inquinamento
  • Gestione delle risorse legale e responsabile
  • Benessere delle specie animali

La pagina instagram di Eco-Age è una testimonianza di quali sono i temi che stanno a cuore all’associazione e per i quali combatte. Nel campo della moda, viene proposta la #30WEARS challenge, ossia una sfida che si oppone allo shopping compulsivo, e invita le persone ad acquistare in modo consapevole: indosserai questo capo per un minimo di 30 volte? Se sì, è un acquisto intelligente, altrimenti puoi farne a meno…Per diffondere questo messaggio Eco-Age invita ad inviare foto dei propri outfit condividendo la storia dietro a quel look e raccontando quale dei capi fotografati è stato indossato o verrà indossato 30 volte o più, incoraggia i followers a condividere tutti i look che possono essere creati favorendo la creatività e il riciclaggio nell’abbigliamento. Sempre in questo spirito di sfida al consumismo, si trova, pubblicato il 20 novembre 2017, un post che dichiara #BLOCKFRIDAY, un gioco di parole come critica al Black Friday, il venerdì di shopping pazzo che segue il Giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti e che sempre di più negli anni si è diffuso nel resto del mondo. Ma l’attivismo di Eco-Age non si ferma alla moda, abbraccia ogni interesse della popolazione e del pianeta, lo testimoniano i post dedicati ai Global Goals delle Nazioni Unite che hanno rappresentato una sorta di calendario dell’avvento sul profilo instagram dell’associazione.

Con il suo impegno a 360°, Eco-Age ha saputo imporsi in questo decennio e sicuramente molto riuscirà a realizzare negli anni a venire a favore della popolazione e del pianeta, impegnandosi nella diffusione del suo messaggio e dei suoi principi così da aumentare la consapevolezza su temi di tale importanza.