15 dicembre 2018

Roma, litterarum caput

Roma, litterarum caput

Roma è stata ed è molte cose: capitale dell’Impero Romano, dell’Italia, culla della cultura e della storia, e non da ultimo terra natia e adottiva di artisti, poeti, letterati e di ogni sorta di altre figure di spicco. Alcuni personaggi che nomineremo sono certamente molto legati alla capitale nell’immaginario collettivo, mentre ce ne sono degli altri che forse potrebbero risultare una novità per i meno esperti.

Non è un mistero, per esempio, che Alberto Moravia (nato Pincherle) abbia origini romane e abbia passato parte della sua vita in quella città, assieme alla donna che avrebbe poi sposato – e da cui si sarebbe poi separato -, Elsa Morante. Il primo è stato un prolifico autore che ha spaziato fra diversi generi, fra cui romanzi, racconti, critica e saggistica, mentre la seconda è stata una delle autrici più importanti del secondo dopoguerra (G. Lukács, L’ottobre e la letteratura, «Rinascita», 27 ottobre 1967), anche lei nota per essersi servita di svariati generi durante la sua carriera.


Su Lo Sbuffo abbiamo parlato di entrambi negli articoli che trovate qui e qui.
Anche un’altra compagna di Moravia ha vissuto e sfondato nel mondo letterario a Roma – si tratta di Dacia Maraini.

Altro notissimo autore romano è Trilussa, che ha omaggiato la sua città scrivendo, fra l’altro, in dialetto romanesco.

Anche Niccolò Ammaniti, autore più recentemente apparso sul panorama letterario, ha origini romane. Abbiamo parlato di lui qui, qui e qui.

Questi notissimi autori non sono però gli unici ad avere un legame, profondo o superficiale che sia, con la capitale: Pavese (che a Roma lavora e si innamora), Pasolini (che alle borgate romane deve parte del suo successo), la Deledda (figlia adottiva della capitale), Saba (in fuga dalla persecuzione razzista prima, e ivi laureato honoris causa poi) e Ungaretti (che a Roma ha vissuto, lavorato e insegnato) sono soltanto alcuni dei nomi più famosi che si potrebbero citare.

Eppure Roma non è stata solo un teatro per le vite di Grandi della letteratura; è stato anche il palcoscenico su cui moltissime opere hanno potuto prendere vita.
Di Roma hanno parlato autori italiani (d’Annunzio, Carducci, Leopardi), anglofoni (Dickens, Poe, Dan Brown), francesi (Montaigne, Mme de Staël) e non solo, in epoche lontane (Petrarca) e vicine (Morante).
Qui potete trovare una raccolta di brani degli autori di cui sopra e altri ancora.

La centralità di Roma non è solo geografica o storica; questa pur breve e ristretta panoramica può aiutare a capire la magnitudo del fascino che la capitale è in grado di esercitare sulle grandi menti della letteratura, esattamente nel mondo in cui ammalia anche persone molto più ordinarie e meno significative. La magia di Roma si autoalimenta: quanto più essa ospita, accoglie, nutre con le sue atmosfere e la sua varietà di tipi umani i personaggi destinati a diventare Maestri nella propria arte, tanto più diventa un faro per le nuove promesse degli stessi (e anche altri) campi.
Il magnete, lo strumento di focalizzazione per i Grandi è un insieme di relazioni, conoscenza, sicurezza nella vastità e nella protezione dell’anonimato garantito dalle grandi folle ma anche semplice culto della bellezza, dell’atmosfera di una metropoli.
Nell’immaginario collettivo, Roma non ha mai smesso di essere la caput mundi, e forse per questo ci si potrebbe azzardare a chiamarla anche litterarum caput.

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