L’Iliade, poema epico caposaldo della letteratura greca sin dall’era classica, incentra la propria narrazione su vari personaggi: Ettore, il principe della città assediata Troia ed erede al trono, Odisseo, lo scaltro principe di Itaca che riesce a portare gli Achei alla vittoria e, primo fra tutti, Achille, figlio di Peleo e della nereide Teti, la cui “ira” permea l’opera sin dal primo verso.
Più abile fra i guerrieri e semidio, Achille è stato simbolo di forza, coraggio e virilità e, proprio per questo, è sempre stato acceso il dibattito incentrato sul tipo di relazione che si delinea nel poema tra lui e Patroclo.

I vari commentatori dell’epica classica traducevano il rapporto tra i due come un esempio di pederastia pedagogica, usanza tipica nella cultura e società ateniese sin dal V secolo a.C. La bisessualità nel mondo antico, generalmente, era una pratica molto comune: la virilità era vista come “attività” sotto ogni aspetto, sia essa intellettuale, guerresca o sessuale in stretta opposizione con la “passività” femminile. Il rapporto di pederastia era visto come un rito di iniziazione, dove si andava ad instaurarsi una relazione tra un adulto e un ragazzo finalizzata all’apprendimento etico, sessuale ed amoroso. D’altro canto, molti commentatori moderni hanno optato per un’interpretazione diversa, vedendo il rapporto tra i due Achei come una forte amicizia tra due uomini legati dalla guerra.

Le interpretazioni, come si può facilmente immaginare, tendono a descrivere non tanto l’opera in sé, quanto le lenti socio-culturali con cui ci si approccia. Ciononostante, il rapporto tra Achille e Patroclo rappresenta uno dei nodi principali all’interno della stessa trama dell’Iliade: è la morte di Patroclo, vestito con le armi del semidio, l’unico evento capace di smuovere Achille che, sin dall’inizio del poema, era “irato” per il furto della schiava Briseide e aveva deciso di non combattere per gli Achei.

È interessante come recentemente il rapporto tra Achille e Patroclo sia stato reinterpretato dall’autrice inglese Madeline Miller nel suo libro The Song of Achilles, edito da Bloomsbury. Nel racconto viene descritto il rapporto tra i due Achei a partire dall’infanzia sino alla morte di entrambi e il ricongiungimento delle due anime nell’Ade. Il libro è stato accolto così bene da aver vinto l’Orange Prize, premio letterario britannico, nel 2012. Ciò è un chiaro segno dell’importanza che i due personaggi hanno nella cultura occidentale e delle numerose interpretazioni che possono offrire ai lettori di ogni epoca.