Tam Tam: un nome semplice, orecchiabile e carico di energia come i ragazzi di questa squadra di basket di Castel Volturno (Caserta). Hanno tutti tra gli 11 e 16 anni, ragazzi e ragazze figli di immigrati africani, tutti accomunati da un’unica grande passione: l’amore per il basket. Il problema? L’essere stranieri. Perché? Ebbene, il regolamento dei campionati giovanili permette che, per ogni squadra, ci siano solo due stranieri. Il loro allenatore (Massimo Antonelli, ex campione di basket), però, non ci sta, ed è così che ha promosso per la sua squadra l’iniziativa “Io Sto con Tam Tam”, al fine di ottenere una deroga per realizzare e far continuare a vivere il loro sogno. Un appello, questo, che è stato accolto e firmato da personaggi dello spettacolo, arte, cultura e informazione.

I ragazzi della Tam Tam basket, che non vogliono accettare questa condizione loro imposta, non hanno esitato a far sentire la loro voce. “Questo gioco è di tutti. Io sono italiano, anche se ho la pelle nera. Non è giusto che non ci fanno giocare al campionato.” dice il giovane giocatore Michael. E ancora: “noi abbiamo gli stessi diritti degli altri, così è deludente”. Inevitabilmente, questo divieto è stato interpretato come una forma di razzismo da parte dei giocatori, e non solo. Infatti, come sostiene il grande allenatore, lo sport è uno dei principali fattori aggreganti e non è possibile che una legge, così assurda, ponga un limite alla passione e alla volontà di giocare di un gruppo di giovani atleti. Tra disaccordi e dibattiti, la sola ancora di salvezza per la Tam Tam basket è la legge di bilancio, la quale afferma il diritto di iscrizione ai campionati sportivi per tutti i minorenni extracomunitari, anche se non in regola, a condizione che abbiano svolto un ciclo scolastico di almeno 4 mesi. Antonelli e la sua squadra non hanno tardato a mostrare alla federazione i documenti loro in possesso, quali certificato di residenza storico e frequenza delle scuole, al fine di essere tesserati e, dunque, poter partecipare al campionato giovanile.

Questo primo successo, però, non è stato sufficiente per l’allenatore, il quale non ha fermato il suo progetto per questo gruppo di 40 ragazzi, promuovendo varie iniziative per portare avanti la sua squadra. Tra queste, costruire la “casa di Tam Tam”, ossia la ricostruzione del rifacimento parziale del parquet del palazzetto e del campo all’aperto; inoltre, per permettere a tutti i giocatori di raggiungere facilmente la palestra, Antonelli ha deciso di acquistare un pulmino sportivo. Ancora una volta, la solidarietà italiana ha dimostrato di essere più forte di qualsiasi legge o divieto.