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23 febbraio 2018

Il canto del narcisista

Il canto del narcisista

“Poiché un amante rifiutato chiese a Nemesi di vendicarlo, Narciso fu condannato a innamorarsi della sua stessa immagine riflessa nell’acqua. Egli si lamentava poiché non riusciva a stringerla né a toccarla e i suoi lamenti venivano ripetuti da Eco. Una volta resosi conto dell’accaduto, Narciso si lasciò morire struggendosi inutilmente; quando le Naiadi e le Driadi vollero prendere il suo corpo per collocarlo sul rogo funebre, trovarono al suo posto un fiore cui fu dato il suo nome.”

Il mito di Narciso, come tutta la mitologia greca, ha influenzato la nostra cultura occidentale, non solo in ambito letterario, ma anche in quello psicologico. Infatti proprio per la storia di Narciso è stato adottato il termine “disturbo narcisistico di personalità” per indicare un disturbo mentale, in cui il paziente manifesta: egocentrismo patologico, deficit nella capacità di provare empatia verso altri individui e bisogno di percepire ammirazione.

Lo psicoanalista Heinz Kohut nel 1971 ha formulato la nozione di disturbo narcisistico di personalità.

Eppure il termine “narcisismo” negli ultimi tempi ha raggiunto una notevole diffusione, estendendola non solo in riferimento a un singolo individuo ma all’intera società: spesso si sente parlare della società contemporanea come “società narcisistica”. Molti filosofi e sociologi hanno messo in luce quanto al giorno d’oggi sia importante l’apparenza con l’avvento del consumismo e dei social. Ma recentemente, in ambito psicologico, si è ripreso il termine narcisismo nel suo significato di patologia in uno studio che dimostra un suo aumento anche nella musica.

Potrebbe sembrare una banalizzazione dell’argomento, invece non lo è affatto: il Dr. DeWall e altri psicologi hanno rilevato un significativo aumento di narcisismo e ostilità analizzando i testi delle canzoni d’amore più popolari dal 1980 al 2007, pubblicando uno studio sullo Psychology of Aesthetics, Creativity and the Arts. Come ipotizzavano, la parola “io” e “me” appare sempre più frequentemente con parole legate alla rabbia e all’odio e c’è un corrispettivo declino del termine “noi” in relazione ad emozioni positive.

Dr. DeWall, psicologo dell’Università del Kentucky

In particolare le canzoni degli anni ’80 enfatizzavano maggiormente la felicità dello stare insieme, per citare alcuni esempi possiamo pensare alla canzone di John Lennon (Just like) starting over o al brano Endless Love, in cui Diana Ross e Lionel Richie cantavano “I want to share all my love with you”.

Al contrario le canzoni più recenti sono focalizzate su un unico individuo: il cantante. Ecco allora Justin Timberlake nel 2006 cantare “I’m bringing sexy back”, così come Beyoncè, che elogia se stessa mentre balla: “It’s blazin’, you watch me in amazement.”

Inoltre due coautori dello studio di DeWall, W. Keith Campbell e Jean M. Twenge, hanno pubblicato nel 2009 un libro intitolato “The Narcissism Epidemic” al cui interno si afferma che il narcisismo è in crescita soprattutto tra i giovani. Per ricavare i dati utili ai loro studi, i due ricercatori hanno raccolto per alcuni decenni questionari con lo scopo di misurare il livello di narcisismo dei soggetti presi a campione (soprattutto studenti universitari).

Dr.essa Twenge, psicologa dell’Università di San Diego

Altri studiosi hanno invece rilevato un aumento della depressione e della percezione della solitudine tra i giovani. A questo punto è facile collegare l’aumento del narcisismo come un pericolo per il mantenimento delle relazioni amorose.

Chiedi a te stesso: ‘come vedrei questa situazione se io non fossi coinvolto?’ Non cercare di vincere sempre”, consiglia la Dr.essa Twenge. “Allontana il più possibile il tuo Ego”.


Fonti:

l’estratto tratto dalle metamorfosi di Ovidio http://www.iconos.it/

http://www.nytimes.com

https://it.wikipedia.org

 

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