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17 agosto 2018

Erica Mou, una bandiera sulla luna alla conquista di nuovi spazi

Erica Mou, una bandiera sulla luna alla conquista di nuovi spazi

E’ una delle cantautrici più interessanti del panorama italiano attuale. Ventisette anni, pugliese, Erica Mou è tornata dopo due anni con Bandiera sulla luna, nuovo album pubblicato il primo dicembre con l’etichetta Godzillamarket.

Una bandiera sulla luna che indica un arrivo, una conquista e come ogni arrivo ha bisogno di un viaggio alle proprie spalle. Un viaggio metaforico tra relazioni e sentimenti, ma anche un viaggio reale, che ha portato Erica a scrivere lontana dalla Puglia, tra Roma, Portogallo, Francia e Cambogia.

La luna conquistata è uno spazio interiore, risultato di un processo che porta a fare pace con le aspettative altrui e a vivere più liberamente le proprie scelte e le proprie relazioni. E’ proprio della liberazione dalle aspettative e da contesti soffocanti che parla Svuoto i cassetti, brano di apertura, nonché primo inedito estratto dall’album.

Se il primo brano funge da carta d’identità, fin da subito si percepisce una generale atmosfera di cambiamento, in questo caso data dall’immagine del trasloco, poi ripresa da Non so dove metterti, ma successivamente declinato anche come cambiamento rispetto al passato (Souvenir, Canzoni scordate), come passaggio da sogno a realtà (Roma era vuota), come condizione necessaria e caratterizzante della società attuale (Irrequieti) e infine il cambiamento legato alle stagioni, con Arriverà l’inverno.

A dividere simbolicamente la tracklist in due parti è l’unica cover presente. Si tratta di una riuscitissima e delicata versione di Azzurro, brano scritto da Paolo Conte e Vito Pallavicini, portato al successo da Adriano Celentano. Se la versione originale ricorda l’estate, con il suo caldo pesante, quella di Erica, più lenta, ha dei toni decisamente autunnali e leggeri, con una malinconia più marcata, dovuta all’arrangiamento senza dubbio più minimal.

Tra loop e fotogrammi

Musicalmente il disco riprende i tratti distintivi dei precedenti, arrangiamenti essenziali, con loop e beatbox che danno il loro meglio soprattutto durante le esibizioni dal vivo, rendendo ipnotico il processo che vede Erica registrarsi le basi di chitarra, percussioni e cori sul momento, imbastendo lo spettacolo davanti agli occhi del pubblico. Così è stato durante la presentazione del disco alla Salumeria della Musica, il 5 dicembre, e così sarà per tutte le date di questo primo tour, che porterà Erica Mou in giro per l’Italia, accompagnata da Antonio Iammarino al piano e Flavia Massimo al violoncello.

Altro elemento in linea con lo stile della cantautrice è il procedere per immagini. L’intero album è infatti costellato di fotogrammi e quadri, con un largo uso di similitudini e metafore efficaci e mai banali, nonostante la loro semplicità:

Le giornate sfilano come modelle sui tacchi, come le maglie di lana per colpa dei chiodi

Se dovessimo anche noi cercare un’immagine per raccontare Erica Mou, la prima scelta ricadrebbe su un caleidoscopio. Con una struttura relativamente semplice, la magia si compie attraverso quel piccolo foro, che ti lascia a bocca aperta a osservare come quei minuscoli cristalli colorati si combinano davanti ai tuoi occhi. Così è il lavoro di Erica: ogni frammento, per quanto semplice sia, trova il suo posto all’interno di un complesso mosaico di immagini e suoni in continua evoluzione.

 


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