Se avete attorno ai 25 anni, ripensare alla vostra adolescenza potrebbe farvi tornare alla mente eyeliner a palate, creste, ciuffi colorati, borchie e maglie dei Ramones. Se così non è, siete sempre in tempo per riscoprire l’adolescente Punk che è in voi grazie alla playlist che vi proponiamo questa settimana.

In qualsiasi epoca voi abbiate deciso di approcciarvi al Punk, sulla vostra tracolla o giacca di pelle d’adolescente non potevano di certo mancare le spillette dei capisaldi del genere: stiamo parlando di band come i Ramones, The Clash e Sex Pistols nate negli anni ’70 ma dal mito immortale, capaci d’ispirare e di far scatenare adolescenti arrabbiati ed incompresi di tutte le generazioni.

Gli anni ’90 vedono l’esplosione di due band culto più comunemente etichettate come grunge: i Nirvana ed i Soundgarden. I primi in particolare, grazie anche al carismatico frontman Kurt Cobain e alla sua prematura morte, segnano un’epoca, stravolgendo i gusti musicali ed il look (capelli lunghi e maglioni sgualciti docet) di innumerevoli adolescenti in ogni parte del globo.

Impossibile poi non citare il Punk-Pop/Punk-Rock per lo più californiano dei tardi anni ’90/primi anni 2000: band come Green Day, The Offspring, Blink-182, Rancid e gli australiani Distillers hanno avuto un impatto notevole su un’ampia fetta di giovani in cerca della propria identità.

Rimanendo sempre nei primi anni 2000, come dimenticare il fenomeno Emo, sottocultura del Punk che, purtroppo o per fortuna, sembra essersi rapidamente estinto. L’Emo era caratterizzato da musiche e testi volutamente drammatici, ode alle lacrime e all’emotività (il termine Emo deriverebbe proprio da emotional, “emozionale”, per l’appunto), la triste tendenza all’autolesionismo come prova tangibile del proprio dolore ed un abbigliamento che era un mix tra Punk, Dark e Goth, condito dall’immancabile ciuffo di capelli a coprire metà volto. Tra i paladini di questo filone spiccano i My Chemical Romance, di cui vi proponiamo il brano Helena, singolo estratto dal loro secondo album, Three Cheers for Sweet Revenge, uscito nel 2004 e molto amato da qualsiasi Emo che si rispetti.

La playlist si conclude con la discutibile scelta di Avril Lavigne con la sua Sk8ter Boy, che Punk non era affatto, ma fece credere di esserlo a molti  adolescenti che questo genere, all’epoca, non sapevano nemmeno cosa fosse. Pezzo che, volenti o nolenti, avete ballato e canticchiato, schifato o amato, ma che sicuramente ognuno di voi ricorderà.

Playlist dedicata a chi, come l’autrice, ripensa con tenerezza ai suoi 15-16 anni e, nonostante l’età che avanza, non ha mai smesso di sentirsi una piccola, talvolta stupida, adolescente Punk.