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22 settembre 2018

Lasciare che i propri figli escano da soli da scuola è abbandono di minore?

Lasciare che i propri figli escano da soli da scuola è abbandono di minore?

Nel 2002 un ragazzino di 11 anni fu investito da un bus all’uscita da scuola; sette anni dopo la tragedia, il Tribunale di Firenze ha giudicato l’autista del bus, il comune e la scuola corresponsabili per la morte del giovane, riconoscendo il 40% di responsabilità ai primi due attori e il 20% al terzo, nello specifico il preside ed un professore.

A nulla sono serviti i tentativi di discolpa dell’istituto e fallimentare è stato il ricorso in Cassazione: la Corte, infatti, con la sentenza 21593 del 19 settembre ha stabilito, confermando di fatto la decisione del Tribunale di Firenze, che è dovere del personale scolastico monitorare gli alunni anche al di fuori della struttura, finché non salgono sui mezzi di trasporto, anche nel caso questi ultimi dovessero essere in ritardo. Solo nel momento in cui gli studenti salgono sul mezzo passano in consegna ad un’altra autorità e dunque non sono più sottoposti alla vigilanza della scuola.

Il ministro dell’istruzione Fedeli

Questa sentenza ha seminato il panico tra le fila degli insegnanti e dei dirigenti scolastici, i quali hanno immediatamente smesso di accettare le richieste di uscita autonoma, liberatorie firmate dai genitori stessi, poiché esse non dispensavano il singolo docente da alcuna responsabilità in caso di danni ai giovani nel contesto extrascolastico del ritorno a casa. Inoltre è stata scritta una lettera aperta indirizzata al governo al fine di chiedere un intervento volto alla modifica della normativa vigente.
Il fuoco della polemica non ha mai smesso di bruciare, alimentato anche da affermazioni come quella rilasciata dal Ministro dell’Istruzione Fedeli in un’intervista a La7 del 26 ottobre 2017, in cui sosteneva che secondo l’articolo 591 del codice penale

“chiunque abbandoni una persona minore degli anni quattordici (…) della quale abbia la custodia o debba avere cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni”,

senza eccezioni. La dichiarazione proseguiva, sollecitando le famiglie nel trovare soluzioni per andare a prendere i propri figli a scuola. E se i genitori lavorano? “Che vadano i nonni, è così piacevole per i nonni farlo”.
Fortunatamente questa situazione al limite dell’assurdo sembra aver trovato un epilogo sereno. Tramite due emendamenti alla legge di bilancio, i senatori del PD Andrea Marcucci e Francesca Puglisi potrebbero essere riusciti a risolvere la vicenda, proponendo l’unica soluzione sensata: consentire ai ragazzi di uscire da soli, previa autorizzazione dei genitori

esonerando” però “il personale scolastico dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza”.

Fondamentalmente, sarà compito della scuola e in primo luogo della famiglia fornire ai giovani le indicazioni adeguate per riuscire a cavarsela in tutta sicurezza. È giusto, incominciando anche da piccoli episodi come questi, responsabilizzare i giovani aiutandoli in questo modo a crescere e non sempre condurli per mano – letteralmente – verso l’età adulta.

FONTI:

IMMAGINI: Immagine 1, immagine 2

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