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21 settembre 2018

Il 1978 di Rino Gaetano

Il 1978 di Rino Gaetano

Quest’anno ricorre il quarantesimo anniversario dalla pubblicazione del quarto LP di Rino Gaetano Nuntereggae Più. Salvatore Antonio Gaetano nacque a Crotone il 29 ottobre del 1950, ma artisticamente si legò alla scuola cantautorale romana degli anni 70 (che vide in Antonello Venditti e Francesco De Gregori i massimi esponenti). Nella sua carriera incise sei album prima della morte incidentale avvenuta il 2 giugno 1981 a soli trent’anni.

Grazie ai lavori che precedettero l’opera che andremo a trattare, il calabrese aveva già ottenuto un discreto riscontro, in particolar modo nel 1975 col 45 giri Ma Il Cielo è Sempre Più Blu, particolare in quanto sul lato A e sul lato B vi era lo stesso brano, semplicemente diviso in due. Se da una parte l’Italia iniziò così a cantare una sua canzone, dall’altra ancora in pochi conoscevano volto e nome di questo atipico personaggio.

Rino Gaetano

La situazione cambiò sensibilmente proprio nell’anno di Nuntereggae più, grazie alla partecipazione al ventottesimo festival della canzone italiana (avente un’incidenza popolare e una caratura artistica piuttosto lontane da quelle a cui siamo abituati ultimamente). Qui Rino si presentò con una vistosa tuba regalatagli da un altro romano, Renato Zero: ancora oggi è uno dei maggiori simboli con cui lo si ricorda. La sua Gianna, quarta traccia dell’album del LP e classificatasi terza a Sanremo, fu uno dei pezzi di maggiore successo, e lo fece conoscere a una più ampia fascia di pubblico. Si trattava in fin dei conti di una canzonetta orecchiabile, ma che forse risultò fuorviante nell’inquadrare lo spessore culturale e il bagaglio musicale dell’autore. Il celebre ritornello fu ripreso nel 1996 nel CD Così Com’è degli Articolo 31, più precisamente nel brano Così e Cosà, che contribuì a farlo scoprire alle nuove generazioni quindici anni dopo la morte.

Fin dagli esordi Gaetano si era contraddistinto per tematiche ironiche al limite del nonsense (nel LP ne è esempio Stoccolma), a cui si univa una frequente denuncia verso le iniquità sociali di quel periodo, anche se nei sette anni di carriera non sono mancate le più tradizionali canzoni d’amore. Nel 1978 il cantautore non si smentì e nelle 8 tracce si trovano esempi di ciascuna di queste tipologie. Lo scenario è piuttosto onirico: le melodie avvolgono l’ascoltatore senza improvvisi cambi di ritmo che possano in qualche modo distrarre. In questo modo si vuole attribuire la massima importanza alle parole, da sempre sua nota distintiva: siamo nel pieno solco degli stilemi del cantautorato italiano (si pensi a Guccini o De André).

La chiave di lettura principale di Nuntereggae Più, come di tutta la carriera di Rino Gaetano, si trova nella presa di posizione contro i potenti della nazione: il brano che dà titolo all’intero lavoro è il manifesto più esplicito e dissacrante che si potesse proporre all’epoca (o forse ne era addirittura anticipatore). Ma che cosa il cantante, allora soltanto ventottenne, non riusciva a reggere più? Apparentemente a una lista infinita di nomi che poco hanno a che fare l’uno con l’altro (si citano alcuni dei più importanti industriali italiani, ma anche semplici sportivi o giornalisti). In realtà è chiaro che certi soggetti tirati in causa fossero i veri destinatari della polemica, mentre altri furono inseriti per le più disparate ragioni: dalla necessità di una rima, al più strategico tentativo di rendere più ardua la decifrazione del senso della canzone. Da questa prospettiva, i veri bersagli risultano la famiglia Agnelli, Maurizio Costanzo e la DC. Se si pensa a quanto raramente la musica divenisse strumento di confronto politico, o di quanto ancor meno al suo interno fosse probabile incontrare nomi noti di potenti, non stupiscono le critiche che questo brano ricevette in quell’estate, quando divenne popolare in tutta la nazione.

Altra traccia dell’album che si inserisce in quest’ottica è Capofortuna, nel quale Rino racconta dell’incontro tra un ipotetico tiranno e la plebe da lui governata, per mezzo di un narratore appartenente alla seconda, il quale è sarcasticamente grato di questa occasione. Particolare la scelta fatta in Dans Le Chateau: qui, per la prima volta all’interno di un suo lavoro, il nativo di Crotone scelse di inserire un testo in un francese che si facesse da un lato comprendere dal pubblico nostrano, ma che al contempo strizzasse l’occhio al mercato estero. Non sarà l’ultimo motivo in tale direzione: nel triennio successivo ne seguiranno altri, alcuni più fortunati, altri meno, in spagnolo e portoghese. Il pezzo E Cantava Le Canzoni è una dichiarazione d’amore (come lo sarà Anche questo è sud del 1979) nei confronti della sua terra natale, dalla quale egli si allontanò a soli dieci anni a causa del lavoro del padre, ma a cui rimase sempre profondamente legato per via dell’affine stile di vita, semplice e umile. I protagonisti sono un migrante, un mercenario e la amata Bice; fu utilizzata anche in apertura al programma Canzone d’autore che Gaetano tenne sempre in quell’anno su Radio uno. Nuntereggae Più si conclude con Cerco, anastrofe tramite cui l’autore descrive, con un banale elenco di attimi di vita, il suo modo di affrontare la quotidianità: alla fine la soluzione migliore risulta essere, come prevedibile, rifugiarsi tra le braccia della propria amata.

Questo album, e il 1978 in generale, segnarono un punto di svolta e, col senno di poi, di non ritorno nella carriera del cantautore. Suo crocevia fu naturalmente Sanremo: venne infatti considerato un traditore dei propri ideali e ricevette forti critiche provenienti dall’ambiente intellettuale del quale faceva parte. Dal canto suo, il romano d’adozione era intenzionato a parteciparvi con il brano Nuntereggae più, il quale, assai inconsueto per un simile palcoscenico, avrebbe smascherato l’atteggiamento irriverente con cui era intenzionato a vivere una tale esperienza. Invece la casa discografica RCA lo forzò a presentarsi con Gianna e, sebbene agli effetti di fama e successo, questa si rivelò la scelta giusta, a causa del proprio carattere si trasformò nell’inizio di un percorso che lo portò a una crisi artistica negli anni a venire. Per comprendere meglio questo concitato episodio, è utile la fiction RAI Ma il cielo è sempre più blu che ben ne descrive le dinamiche. Gli LP successivi furono perciò più cupi e meno scanzonati: il Rino Gaetano che molti avevano imparato ad apprezzare non esisteva più.

L’eredità che egli ci ha lasciato è grande, ma, approfondendo storie come questa, rimane la convinzione che nel mondo della musica troppo spesso i manager degli artisti non riescano a cogliere la vera natura della persona che hanno di fronte e, interessati soltanto al guadagno, li spingano a intraprendere strade sbagliate da cui non sempre è possibile tornare indietro.

Tracce

Nuntereggae più
Fabbricando Case
Stoccolma
Gianna
E cantava le canzoni
Dans le chateau
Capofortuna
Cerco
Nuntereaggae collection

 


Fonti:

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