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Ferruccio de Bortoli necessita di poche righe di presentazione: milanese di nascita, laureatosi in giurisprudenza presso l’ateneo statale di Milano, inizia la carriera come redattore al Corriere dei Ragazzi per poi diventare cronista del Corriere d’Informazione e dell’Europeo, fino ad approdare come redattore delle pagine economiche del Corriere della Sera del quale, poi, fu direttore per due volte, dal 1997 al 2003 e dal 2009 al 2015. Negli anni tra le due direzioni del quotidiano milanese di occupò anche della direzione de Il Sole 24 Ore.

Ferruccio de Bortoli, Poteri forti (o quasi). Memorie di oltre quarant’anni di giornalismo, Milano, La nave di Teseo (i Fari), 2011

Nel maggio 2017 è uscito un suo volume intitolato Poteri forti (o quasi). Memorie di oltre quarant’anni di giornalismo che, fin dalla prima pagina intende essere un diario diviso in sezioni su una lunga e prestigiosa carriera all’interno del giornalismo italiano. All’interno del libro si leggono le prime esperienze di de Bortoli come giornalista, i ricordi legati alla professione e le sue considerazioni come, ad esempio, la necessità di indossare la veste del cinismo per distaccarsi dai fatti e poterli raccontare o le modalità attraverso le quali il giornalismo deve adattarsi alle nuove tecnologie e ai social media. La sezione che dà il titolo al libro contiene una serie di considerazioni di de Bortoli su diversi ambiti che costituiscono il potere in Italia ed è seguita da quella intitolata I volti del potere in cui sono racchiusi i pensieri del giornalista su diversi personaggi della vita politica ed economica del Paese, da Agnelli a Berlusconi, da Monti a Renzi, da Romiti a Draghi, e con i quali de Bortoli ha avuto occasione di relazionarsi durante gli anni della sua carriera. L’“(o quasi)” del titolo del volume si rende chiaro proprio attraverso la lettura di questi capitoli che fanno emergere come i poteri che gestiscono la nostra nazione, soprattutto quelli della storia recentissima, non siano altro che poteri alquanto deboli che non hanno saputo governare con capacità il Paese. A chiusura del libro si trova una serie di ritratti giornalistici, per lo più già pubblicati e qui riproposti al lettore, su diversi colleghi giornalisti ed alcune personalità pubbliche come il cardinal Martini o il medico Umberto Veronesi. Da non dimenticare i pezzi velati da una commovente vena emotiva su Walter Tobagi e Maria Grazia Cutuli, redattori del Corriere vittime del terrorismo ai quali de Bortoli dedica il volume.

È un libro semplice, con un stile che va al di là di quello giornalistico per diventare quasi diaristico e dare voce ai propri ricordi e alle proprie considerazioni personali su una grande parte della storia politica del nostro Paese e della quale Ferruccio de Bortoli è stato un attento testimone, in grado di donare anche ai lettori più giovani una chiave di lettura del passato recente sul quale si può ancora tanto riflettere. Da ricordarsi che lo spessore giornalistico di de Bortoli fuoriesce anche in questo libro-diario tanto che, proprio all’interno del capitolo dedicato a Matteo Renzi, ha inserito le notizie che hanno portato allo scandalo su Banca Etruria e la ex ministra Maria Elena Boschi che ha interessato, in seguito all’uscita del volume, la maggior parte delle testate nazionali.


FONTI
Ferruccio de Bortoli, Poteri forti (o quasi). Memorie di oltre quarant’anni di giornalismo, Milano, La nave di Teseo (i Fari), 2011
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