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19 luglio 2018

Il grande santuario di Ise: la leggenda della dea del Sole Amaterasu e lo Specchio sacro

Il grande santuario di Ise: la leggenda della dea del Sole Amaterasu e lo Specchio sacro

Il grande santuario di Ise si trova nella prefettura di Mie, nella regione di Kansai del Giappone. Ma il termine “santuario” forse non è pienamente corretto: è più esatto infatti parlare al plurale, poiché si tratta di un complesso di oltre 125 santuari autonomi, divisi in due blocchi principali, distanti l’uno dall’altro ben 6 km. Il primo di essi è Geku, il santuario esterno, dedicato al kami (divinità) Toyouke-no-Omikami, dio dell’agricoltura e dell’industria; il secondo invece è il santuario esterno, Naiku, dedicato alla dea giapponese del Sole, Amaterasu.

Questo santuario è particolarmente importante perché ospiterebbe il Sacro Specchio dell’Imperatore, uno dei tre tesori del Giappone, che sarebbe stato donato al primo imperatore del Giappone dalla stessa dea. Questo antico manufatto è tutt’oggi oggetto di culto e ha mantenuto la sua importanza anche dopo la dichiarazione di non appartenenza della famiglia imperiale ad una discendenza divina.

Secondo una leggenda shintoista questo oggetto sacro, simbolo di saggezza e onestà, insieme alla gemma Giada di Yasanaki, venne usato dalla dea Ama-no-Uzume nel suo tentativo di stanare la dea del Sole Amaterasu, la quale, per sfuggire al fratello Susanoo, si era nascosta in una grotta, lasciando il mondo nell’oscurità. Quando Amaterasu vide la sua immagine riflessa nello specchio, ne rimase talmente stupita che gli altri dei riuscirono a tirarla fuori dal suo rifugio. Specchio e gemma, insieme alla spada Kusanagi, vennero poi regalati dalla dea a Ninigi-no-Mikoto, suo nipote, quando questi partì per pacificare il Giappone.

Solo una ristretta cerchia di persone può accedere alla vista dello Specchio, il quale è sorvegliato dalla Grande Sacerdotessa, carica che tradizionalmente poteva essere ricoperta solo da un esponente femminile della famiglia imperiale. La visione dello Specchio, così come degli altri tesori del Giappone, è talmente limitata che non ne esistono né fotografie né disegni.

I templi del santuario di Ise sorgono al centro di una grande distesa boschiva: nella tradizione shintoista infatti, grande importanza è data alla natura, la qual cosa spingeva a costruire templi e santuari a contatto diretto con la stessa.

Ma uno dei più grandi elementi distintivi del santuario di Ise è che esso viene ricostruito periodicamente, ogni 20 anni. Questa sua peculiarità, rientra in un altro particolare aspetto del credo shintoista, il wabi-sabi, basato sull’accoglimento della transitorietà di tutte le cose, che muoiono e si rinnovano. I nuovi edifici che vanno a rimpiazzare i vecchi sono costruiti secondo metodi e tecniche tradizionali: senza chiodi, unendo il legno con un sistema a incastro, in modo da passare alle nuove generazioni le vecchie tecniche di costruzione. L’ultima volta il santuario è stato ricostruito nel 2013, perciò l’attuale complesso resterà al suo posto fino al 2033, quando verrà a sua volta distrutto per dare spazio al nuovo.


FONTI:

-Bhikkhu Satori Bhante, Lo shintoismo.

www.giapponizzati.com

www.japancoolture.com

Images: copertina

 

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