Insieme a Vita di Galileo, L’Opera da tre soldi è sicuramente la più popolare pièce teatrale di Bertolt Brecht, con cui, tra il 1928 1929, l’autore di Augusta si fece conoscere al mondo intero, per poi diventare il drammaturgo di riferimento nel (primo) Novecento tedesco.

Satirica, spietata, dissacrante, L’Opera da tre soldi rappresenta alla perfezione l’ineluttabile connubio “successo-scandalo” che ha caratterizzato l’inizio del secolo scorso; basti pensare ai vari movimenti d’avanguardia come i pittori Fauves o espressionisti.

Ma cos’è esattamente quest’Opera da tre soldi? Un’opera lirica? Un mozartiano Singspiel a mo’ di Flauto Magico? Un Musical “ante litteram”? Brecht si limitò soltanto alla semplice definizione di “ein Stück mit Musik”, ovvero “un pezzo (inteso come pièce) con musica.

 

Die Dreigroschenoper | 100 Beste Plakate e. V.
Una delle locandine dell’Opera da Tre Soldi (Dreigroschenoper in tedesco) del drammaturgo tedesco Bertolt Brecht
  1. In totale opposizione al tradizionale quanto wagneriano concetto di opera d’arte totale  (Gesamtkunstwerk), la musica, composta in collaborazione con l’eclettico Kurt Weill, ha per Brecht un ruolo di straordinaria importanza: è attiva. È la musica che per prima deve infatti contribuire allo straniamento tipico nel suo “teatro epico”. Portando lo straniamento una profondità di pensiero maggiore rispetto a quella provocata da un’emozione, il drammaturgo raccomanda dunque che le “parole”, ovvero i testi dei Songs, siano “contro la musica”, onde evitare che l’ascoltatore si senta immerso “nella corrente” delle emozioni. Solo “al di fuori dalla corrente” lo spettatore ha la vera possibilità di ragionare e riflettere.

Il “song d’apertura”, la Moritat von Mackie Messer, è senza dubbio il più celebre dell’Opera da tre soldi, canzone che riscontrerà fin da subito enorme approvazione, tanto da essere stato interpretata poi da moltissimi altri artisti fra cui Frank Sinatra, i Doors, Nick Cave, Robbie Williams e Micheal Bublé fino a uscire dal suo contesto originale.

In questa ballata dai toni piacevoli la musica po’ sorniona si fonde a un testo invece trucido, che all’epoca provocò scandalo. Concepita come parodia del proemio classico, in tedesco per moritat s’intende il truculento canto del cantastorie . A narrare le “res gestae” di Macheath, il protagonista del “Stück mit Musik” non sarà più l’aedo classico ispirato dalle muse del monte Elicona, ma un sconosciuto cantastorie di strada, un beggar della Londra industriale. Non c’è da stupirsi se L’opera da tre soldi altro non è che una rivisitazione della Beggars Opera di Gay e Pepusch.

(Video tratto dal canale YouTube di leoyazn. Massimo Ranieri interpreta Mackie Messer)

Il duo Brecht-Weill escogitò un’espediente per far concentrare inconsapevolmente lo spettatore sul significato della canzone: ripetere ad ogni strofa la medesima, accattivante melodia mentre, con un climax di pura malvagità, vengono cambiate le “lyrics” :

 

Mostra i denti il pescecane e si vede che li ha.

Un coltello, solo, ha Mackie ma vedere non lo fa.

Su una sponda del Tamigi giace un tale a mezzodì.

Poco prima, lo sappiamo, Mackie Messer era lì.

Sbrana un uomo il pescecane, molto sangue scorrerà.

Mackie indossa un bel guanto, nessun segno lascerà.

 

La malvagità raccontata in questo prologo non ha una mera funzione introduttiva per la narrazione, non è fine a se stessa, anzi con una semplicità disarmante vuole mostraci il degrado di una società consumata dalla sfrenata ricerca dell’estremo benessere (tema che non ha mai smesso di essere d’attualità), oramai schiava dell’ideale “homo homini lupus”.

Ma a differenza  del pescecane la meschina e subdola mano di un moderno assassino potrà sempre nascondersi dietro alla purezza di un bianco guanto da gentleman. All’interno di una società falsa, senza eroi ed antagonisti,  il teatro si appresta così a diventare un perfetto “meta-luogo” dove apparenza e rispettabilità contano più della realtà effettuale.

(Nick Cave interpreta Mackie Messer, in inglese Mike The Knife. Video Tratto dal canale YouTube di Bobby4000)


FONTI
L’opera da tre soldi di Bertolt Brecht, a cura di Consolina Coglierò, traduzione di Emilio Castellani, 1955, Einaudi, Torino

Bertolt Brecht di Jan Knopf, 2000, Reclam, Stuttgard

Appunti presi dal ciclo di incontri Brecht 60  anni di Teatro al Piccolo (2016)

La musica ne L’opera da tre soldi incontro-concerto con Giuseppe Grazioli e

Davide Verga in collaborazione con Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano

Bertolt Brecht: il lavoro sulla parola con Giulio Giorello

Fonte 2