Roma nella letteratura ha sempre trovato un posto di rilievo, un mezzo espressivo e descrittivo. Roma è stata sfondo di numerose opere e romanzi. Roma è stata protagonista di numerose opere e romanzi. Ha attirato gli occhi di scrittori esteri, ha interessato il mondo intellettuale da sempre. È interessante e poco spesso enfatizzato, però, il punto di vista di chi Roma la vive, di chi a Roma c’è nato, di chi la reputa parte imprescindibile del proprio io. Ancora più interessante è se questo punto di vista riflette la città contemporanea, la sua realtà attuale.

Ci siamo tutti. Siamo in sette e siamo un coro. Uniamo e alterniamo le nostre voci con lo scopo di comunicare, spaziare, espanderci. Decidiamo di essere anonimi perché liberi di svelarci davvero, svincolati dall’immagine e dai nomi propri.

Ho lasciato che i cosiddetti Poeti der Trullo si presentassero da soli, attraverso le parole in cui si abbatte chi visita il loro sito web. Sono sette ragazzi della periferia romana, che hanno voluto identificarsi con questa periferia. Il Trullo è, infatti, un noto quartiere a sud-ovest ed è il punto di partenza. Sono sette ragazzi che vogliono parlare ai ragazzi ed esprimere i pensieri di una generazione in modo diretto e semplice attraverso una poesia che definiscono “metroromantica”.
Sono sette ragazzi, ma sono molti di più perché sotto lo pseudonimo di “Ottavo Poeta” si può celare l’identità di chiunque voglia inviare al sito o su Facebook un proprio componimento.Lo spazio espressivo, però, non è unicamente digitale, anzi soprattutto si muovono all’interno della borgata. I componimenti riempiono strade e muri.

Quindi parlano di Roma usando la città come carta e come inchiostro. Scrivono su Roma in ogni senso: è la loro tela; è la materia della loro poesia. E da Roma non vogliono andare via. Nonostante le difficoltà reali, la poesia diventa il modo per far rivivere un quartiere, il modo per dare spazio a voci inascoltate. Con questo espediente torna di moda la romanità, lo scrivere con cadenze dialettali o, più semplicemente, lo scrivere.

Sono sette ragazzi (con un maschile dovuto unicamente alla norma linguistica, poiché tra di loro forti sono le presenze femminili) e sono Er besta, Er Quercia, Er Pinto, Marta der terzo lotto, ‘A Gatta Morta, Er Farco e Inumi Laconico. Sono riusciti nel 2015 a passare dai muri e dalle bacheche di Facebook alla carta stampata. Hanno ottenuto successo grazie alla semplicità, grazie all’immediatezza, al realismo, all’esigenza che c’è in ognuno di comunicare o di trovare qualcuno che riesca a comunicare al posto nostro.


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