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24 settembre 2018

Invenzione della porta girevole: storia di un vittoriano poco galante

Invenzione della porta girevole: storia di un vittoriano poco galante

Quante volte siamo passati attraverso una porta girevole lasciandocela alle spalle con nonchalance? La prossima volta che ci imbatteremo in questa singolare tipologia di ingresso, che sembra quasi invitarci all’interno dell’edificio con le sue movenze sinuose, ci farà tutt’altro effetto.

Impediscono a intemperie, rumore e inquinamento di entrare, abbattono i costi di riscaldamento, sono un parco giochi per i più piccoli e buttarsi tra le loro braccia senza venirne colpiti è una prova di coraggio: i vantaggi più o meno concreti che spingono ad adottare le porte girevoli ai piedi dei maggiori edifici pubblici sono molteplici. Incredibile pensare, però, che la motivazione all’origine della loro invenzione sia ben altra. Fu all’americano Theophilus Van Kannel che nel 1888 si accese la lampadina, non tanto per semplificarci la vita quanto per semplificarla a se stesso. L’inventore, infatti, sembra odiasse tenere la porta aperta alle altre persone, soprattutto alle donne. Da questa fobia sociale un’invenzione millenaria.

Un vero e proprio affronto alla sua epoca, questo, dal momento che l’età Vittoriana in cui ha vissuto era marcata dall’esasperazione del galateo. Ancora oggi, tra emancipazione femminile e galanteria, discutiamo sul fatto che un vero gentleman dovrebbe aprire per primo la porta alla donna, permettendole di entrare e uscire prima di lui. All’epoca questo comportamento non era affatto oggetto di dibattito, bensì un imperativo da non tralasciare per nessun motivo. Sarà un caso che molti esperti di etichetta ritengano che le regole sono invertite quando si parla di porte girevoli? L’uomo dovrebbe qui precedere la donna per spingerne i pannelli mobili al suo posto.

Fin dalla notte dei tempi non sono mancate le personalità schierate contro gli assunti culturali. Certo è che risolvere una personale antipatia nei confronti di una convenzione sociale in modo così velato da far sì che tutti gli altri, ignari, cambino il proprio comportamento venendo incontro alla nostro celato punto di vista ha del geniale. Che stile!

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