Ognuno di noi è o è stato nel corso della sua vita, dipendente da qualcosa.

E’ comune usanza associare alla parola dipendenza concetti come fumo, alcool o droga. Nell’immaginario comune infatti, una persona con una dipendenza è qualcuno che allevia le sue sofferenze facendo uso di un altro oggetto, sia esso la sigaretta o la bottiglia, per sopperire ad una mancanza affettiva o materiale.

Al fumatore la sua sigaretta, all’alcolista la sua bottiglia, al drogato la sua droga. Ma cosa succede quando la sofferenza è così forte che i metodi convenzionali non bastano più?

“A 11 anni sono quasi andato a fuoco perché mi ero addormentato con il phon accesso. Quando leggevo mi piaceva creare una bolla di calore sotto le coperte, tenendo il ginocchio sinistro alzato e infilando il phon nell’intercapedine del lenzuolo: un escamotage che avevo messo a punto dopo anni di esperienza. Quella volta, però, mi sono addormentato, e si è innescato un principio di incendio. Quando mia madre, attirata dalle mie urla e dall’odore acre del materasso bruciato, ha fatto irruzione in camera mia, mi ha guardato con un misto di rabbia e delusione.” 

Così si apre l’ articolo di Vice Italia che tramite una testimonianza riporta il racconto sulla dipendenza da phon, tanto assurda quanto in realtà comune.

La dipendenza da phon infatti accomuna tanti ragazzi giovani che vedono l’asciuga capelli come uno strumento utile per rilassarsi. C’è chi lo usa per studiare, chi per addormentarsi.

Su Facebook è stata creata una pagina chiamata “Rumore del Phon” per tutti gli amanti di questo arnese. Tra i commenti ai vari post si legge chi dichiara di esserne dipendente da 30 anni e chi dice di essere un utilizzatore così assiduo che anche il suo gatto ormai non ne può fare a meno.

Phon ma non solo, quando si parla di dipendenze l’uomo sembra conoscerne una più del diavolo. E non importa quanto essa sia concretamente pericolosa (quella da phon ha causato incendi e gravi ustioni ai dipendenti) l’importante è continuare a perpetrarla senza smettere mai.

Come fa ad esempio Teresa, una donna che non può fare a meno di sniffare benzina. Incurante del rischio, la donna arriva ad annusarla centinaia di volte al giorno.  Oppure la storia di Gloria che vive in Alabama e non può fare a meno di mangiare tessuti intrisi di candeggina.  Un’ altra strana abitudine alimentare è quella di Casie, una donna americana che mangia le ceneri del marito dopo averci dormito insieme. Oppure quella di Michelle, la donna vampiro, che succhia il sangue umano di chiunque glielo doni.

Diete sui generis ma non solo: Mark, un ragazzo di vent’anni trascorre la sua vita in compagnia dei suoi pupazzi gonfiabili, 15 per la precisione, che lo accompagnano dal mattino fino alla sera. C’è anche chi lecca il proprio gatto o chi parla attraverso i suoi pupazzi. Chi è ossessionata dalle sue scarpe e chi desidera a tutti i costi schiarirsi la pelle.

Ad ognuno la sua dipendenza insomma.

Per chi fosse interessato, Real Time Tv ha dedicato un’ intero programma a questo argomento. “Io e la mia ossessione” racconta queste e altre strane dipendenze, una piacevole visione per i più coraggiosi (e forti di stomaco).

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