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17 gennaio 2018

I giovani allievi della Scala al Piccolo con “Lo Schiaccianoci”

I giovani allievi della Scala al Piccolo con “Lo Schiaccianoci”

Dal 14 al 22 dicembre era in scena presso il teatro Strehler del Piccolo Teatro di Milano Lo schiaccianoci, interpretato dal giovani allievi dell’Accademia Teatro alla Scala. Siamo in pieno periodo natalizio e la scelta di proporre tale spettacolo è stata effettuata da molti teatri di danza, il Piccolo Teatro ha preferito addirittura inserirlo come unica opera di balletto in un cartellone composto da spettacoli di teatro di prosa.

La favola è molto semplice, la trama è posta in secondo piano per valorizzare le coreografie dei ballerini. Lo spettacolo si apre in un esterno innevato, in cui dei ragazzi costruiscono un pupazzo di neve. L’azione si trasferisce, poi, in un accogliente salotto addobbato per Natale, in cui adulti e bambini si scambiano gli auguri. Giunge uno strano individuo in frak rosso con un baule colmo di regali: alcuni pacchi sono ancora incartati, e vengono estratti cappelli, bambole meccaniche e, in particolare, un piccolo schiaccianoci a forma di soldatino per la piccola protagonista. Suo fratello, ingelosito pur avendo ricevuto un bellissimo fucile, rompe il giocattolo, che la bimba culla affettuosamente prima di  addormentarsi su una poltrona. Giungono dei topi che assaltano il salotto, lo Schiaccianoci prende vita e guida dei soldatini contro gli invasori. Solitamente il Re dei Topi viene sconfitto dalla protagonista, che gli scaglia contro una ciabatta, ma il coreografo dell’Accademia ha scelto di omettere questo particolare. Scacciati i topi, lo Schiaccianoci invita la fanciulla a seguirlo nel suo castello magico. La stanza si trasforma in un bosco in cui dei fiocchi di neve danzano… sotto della vera e propria neve che cade sul palco.

Nel secondo atto la trama è praticamente inesistente e si alternano le danze dei magici personaggi incontrati dalla protagonista e il suo Schiaccianoci. La Fata Confetto accoglie la coppia protagonista, che racconta la battaglia contro i topi attraverso un arguto espediente narrativo: i ballerini protagonisti e la Fata Confetto, interpretati da adolescenti, si voltano e osservano dei bambini portare in scena i punti salienti della lotta contro i topi. Lo Schiaccianoci  e la sua giovane dama si siedono su due troni e assistono ad una grande festa, in cui ballano a turno delle spagnole, dei cinesini, una coppia di arabi, un trio di russi, un gruppo di fiori rosa e altri magici personaggi. Le danze si chiudono infine con i leggiadri passi del principe e della Fata Confetto. È mattino e il sogno svanisce: la bambina si sveglia e abbraccia forte lo Schiaccianoci, che è ritornato ad essere un semplice giocattolo.

I giovani allievi dell’Accademia sono stati molto abili, dimostrando di essere all’altezza della Scuola che frequentano. Si trattava infatti di uno spettacolo degno, per la sua complessità, delle rappresentazioni di interpreti professionisti e i ragazzi hanno saputo gestire al meglio la situazione. Sono stati divisi per età: i più piccoli hanno interpretato i bambini alla festa di Natale, i cinesini e i topi, gli adolescenti tutti gli altri ruoli. I bimbi più piccoli suscitavano tenerezza per l’incertezza nei movimenti ma a dei talenti del loro livello si perdona tutto, soprattutto considerando la giovane età. Rovinavano, tuttavia, l’effetto complessivo tanti piccoli errori come una ballerina fuori tempo rispetto alle compagne, un cerchio non perfetto disegnato dai fiocchi di neve, dei danzatori che non sapevano celare la fatica… 

Le scenografie erano particolarmente elaborate, sono state sfruttate al meglio le tecnologie offerte dal teatro Strehler, tra cui: una nave mobile, neve che cade dal cielo, scenografie che spariscono librandosi verso l’alto. I costumi erano curati e sontuosi, all’altezza di uno spettacolo di ballerini professionisti.

Unica pecca la musica, infatti le note di Čajkovskij sono state trasmesse da un impianto audio anziché essere suonate dal vivo. Lo Strehler non è attrezzato per ospitare un’orchestra, tuttavia non è rispettoso nei confronti del pubblico pagante proporre uno spettacolo privandolo della magia della musica suonata da professionisti.

Nel complesso il giudizio è positivo, lo spettacolo offre un approccio semplice, disimpegnato e divertente alla musica classica, sebbene i leggiadri passi sulle punte di ballerini adulti e professionisti siano di tutt’altro livello.

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