10:07 am
19 luglio 2018

Masterchef EP: gli scarti di Fenomeno?

Masterchef EP: gli scarti di Fenomeno?

Insomma ho quarant’anni. Il rap è una cosa per ragazzini. In Italia, è una cosa per ragazzini.”

Con queste parole Fabrizio Tarducci, in arte Fabri Fibra (Senigallia, 1976) provocatoriamente introduceva al pubblico Fenomeno, il suo nono disco solista uscito ad aprile di quest’anno, tramite il quale ha per l’ennesima volta dimostrato come non solo i post-adolescenti possano fare rap in maniera credibile.

Foto di Alessandro Treves

I risultati della sua ultima fatica sono stati sbalorditivi: dopo aver esordito al primo posto in classifica, l’album è stato certificato platino e ben tre singoli son diventati tormentoni (non proprio la norma per il rap in Italia). A suggello di questo successo, Fibra ha da poco rilasciato Fenomeno Masterchef EP, contenente otto tracce che erano state scartate, tra cui il remix di Le Vacanze (contenuta già nella prima versione dell’album) da parte di Big Fish, e Tony Hawk e Luna rilasciate già da qualche mese: i veri inediti sono quindi solamente cinque.

L’EP è disponibile in tre versioni: FENOMENO (Masterchef EP) Vinile più il CD con i soli inediti, FENOMENO (Masterchef Edition) Doppio CD con album originale più l’EP e FENOMENO (Masterchef Edition) Super Deluxe Box con doppio cd, doppio vinile Fenomeno e vinile Masterchef EP.

In CVDM, prodotta da Bassi Maestro, il rapper non affronta un argomento preciso, rispecchiando il classico Fibra ironico e provocatorio e sembra qui essere tornato ai tempi di Mr Simpatia. Controprova ne è il rimando diretto al brano Io non t’invidio, appartenente proprio a quell’album: “Vorresti essere un divo? ”Io non ti invidio”

La frase “cazzo vuoi da me?” ripetuta con frequenza è pensata per la versione live: non è un caso che il brano sia stato presentato per la prima volta proprio nel Fenomeno tour appena conclusosi.

In Brut il fibroga (“Il mio nome è Sfiber detto Fibroga” da Io non t’invidio) affronta il tema delle cattive abitudini di molti giovani d’oggi in Italia, i quali escono la sera, bevono, si ubriacano (il tutto spendendo parecchi soldi), ma poi in concreto nella vita sono dei nullafacenti. Al contrario l’artista, per mezzo della frase “prima di fare festa tu non sai quanta fatica” precisa che la fama e il successo nel suo caso non sono stati immediati. Ha dovuto fare sacrifici, e solo ora, non più giovanissimo, può permettersi il lusso.

La base e il flow di Meglio Me Che Te sono di primissimo livello. Tuttavia, il brano è avaro di contenuti e tocca temi già più volte analizzati dal Tarducci, quali l’ossessione per le foto ai tempi dei social, o la possibilità, una volta ottenuti determinati successi, di circondarsi soltanto delle persone più fidate.

Scelta tutt’altro che azzeccata è stata mettere dopo Meglio Me Che Te, l’inedito Pensa Per Te, il cui ritornello è ripetitivo tanto quanto quello del brano che lo precede, creando un effetto di assonanza. In merito alle tematiche, Fibra ritorna sugli errori commessi in passato, ma sempre con l’obiettivo di attirare l’attenzione su un presente più che luminoso.

Particolare la storia della canzone Il Tempo Vola: questa era già presente all’interno di Fenomeno come quarta traccia, ma per una riuscitissima trovata, fu deciso di elidere le strofe e lasciare un ritornello remixato, che desse quasi un effetto di calma e rilassatezza. Una volta arrivato il pezzo successivo, ci si rendeva conto di come il minuto fosse effettivamente “volato”!

Nella versione original extended, il rapper ci regala adesso forse la canzone più bella a livello di contenuto e forma di tutto l’EP. Dal sapore nostalgico ed estivo, vi invitiamo a porre l’attenzione sulla terza strofa. Qui l’artista prima ringrazia implicitamente il pubblico:

Vent’anni che scrivo, nei miei testi parlo di tutto, praticamente vent’anni di terapia di gruppo

confessando come, per mezzo delle proprie canzoni, sia riuscito a sfogarsi toccando senza riserve qualsiasi discorso e superando così momenti di difficoltà. Ed è proprio questo il complimento che più spesso riceve dai propri fan.

Cita poi Memento, film cult di Chris Nolan (2000), in particolare la celebre frase: “Non ti dimenticare di dimenticare” verosimilmente riferita ai fan che gli rimproverano di cambiare, atteggiamento che in questo ambiente è visto sempre come forma di tradimento e incoerenza. Un’artista è invece tale se sperimenta e considera sempre il prossimo progetto come il più riuscito: per questo motivo appoggiamo il ragionamento di Fibra, il quale in risposta a tali accuse elenca all’interno del testo quasi tutti i lavori che costituiscono la sua discografia, per concludere:

“E non sarò neanche più questo qui si va avanti
A forza di stare in mezzo agli squali sono cambiato si, come tutti quanti”

Le abilità stilistiche dello “Sfiber” non sono mai state messe in discussione fin dai tempi di Uomini di Mare nel 1999, mentre le stazioni radiofoniche trasmettono i suoi brani con grande successo, ottenendo consensi da più di dieci anni. In particolare, nell’ultimo anno le seconde hanno raggiunto livelli mai toccati prima dall’artista, senza che questo abbia significato perdere di reputazione all’interno del severissimo mondo della scena rap italiana: Fabri Fibra era e rimane uno di quei dieci nomi necessari e sufficienti a descrivere la storia di questo genere nel nostro paese.

Ciononostante, l’EP trova la sua reale giustificazione più nel tentativo di “spremere” fino in fondo il progetto del 2017 che non nella validità delle nuove canzoni.

Non solo infatti non ci si può accontentare di rime quali “su/giù/blu/brut” o “perché/cioè/non c’è” ma bisogna considerare che, come ha fatto notare il collega Guè Pequeno in una recente intervista, il repack di un disco, a differenza di qualche anno fa, è un’operazione ormai non più così commercialmente consigliabile.

In conclusione, sarebbe stato forse maggiormente corretto, sia a livello etico, sia strategico, proporre questo esperimento esclusivamente in formato digitale.

 


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