Cesare Cremonini torna alla musica in studio, e lo fa alla grande. Possibili scenari è il suo sesto album da solista, pubblicato a distanza di tre anni dal precedente Logico, e rappresenta il duro lavoro del cantautore italiano durante questi mesi.

L’album, infatti, è stato anticipato molti mesi fa in una serie di interviste e di pubblicazioni su diversi social e, come ha avuto modo di spiegare lo stesso Cremonini, ha occupato gli ultimi due anni della carriera del 37enne bolognese.

Possibili scenari è stato anticipato dalla pubblicazione di Poetica, una canzone interessante e caratterizzata da un’atmosfera decisamente rock, tant’è che ricorda molto da vicino la musica dei Pink Floyd: ci riferiamo, in particolare, alle sonorità di un disco come The dark side of the moon e di un brano come Shine on your crazy diamond.

Il riferimento alla musica rock anni ‘60/’70 è presente anche nel brano Possibili scenari («Al circolo dei cuori solitari | Un cartello avvisa qui potete scegliere l’amore»), dov’è presente un’evidente citazione beatlesiana, tratta da Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band.

Possibili scenari è composto da dieci tracce, per un totale di circa 50 minuti di vera musica, alla faccia di coloro che sostengono che la musica italiana non crei un prodotti di qualità. Tra i brani presenti, i due che appassionano di più per le specificità e le caratteristiche sonore sembrano essere Possibili scenari, la canzone che dà il titolo all’album, e Nessuno vuole essere Robin, una storia dolce dall’atmosfera calda, tenera e accogliente.

In linea generale, il disco si presenta come un ottimo prodotto, segno di una maturazione continua di Cremonini. Quali sono i “possibili scenari” che la sua musica può intraprendere? La sua risposta/non risposta all’interno di questo album offre una prospettiva interessante, che ci permette di ascoltare, ancora una volta, dell’ottima, grande musica italiana.

 


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