Natale si avvicina e, come ogni anno, iniziano ad essere programmati numerosi film e serie tv ad esso dedicati. Come diceva Alfred Hitchcock il cinema è la vita con le parti noiose tagliate, quindi perché non parlare anche della festività che accomuna tutte le popolazioni del globo?

Nell’immaginario collettivo il Natale rappresenta un momento di convivio, di gioia, di riunione familiare. Non sempre, però, questo accade. Nonostante si dica che Babbo Natale sia portatore di miracoli, oltre che di regali, non è tutto rose e fiori. Il cinema, fortunatamente, ci mostra anche questo. Un Natale alternativo insomma… anche se sempre a lieto fine.

Prendo ad esempio un film che ha messo in luce sia gli aspetti negativi che quelli positivi del Natale; un film dedicato a coloro che non credono sia possibile passare una giornata di festa in tranquillità con la propria famiglia: Elf.

Uscito nel 2003 per la regia di Jon Fraveau, vede come protagonista Buddy (WIll Ferrell), un simpatico elfo-umano cresciuto al Polo Nord dove lavora come aiutante di Babbo Natale. Una volta divenuto troppo grande persino per entrare in casa, viene mandato negli Stati Uniti (dove se no?) alla ricerca della propria identità.

Come tutti gli elfi che si rispettino va in cerca del Natale, lo trova (da Cole’s) e tutto vestito di verde fa contenti i bambini (un po’ come il Santa Claus di Miracolo nella 34esima strada).

Trovata la sua famiglia, comincia a renderne più felici i membri, grazie alle sue abili doti di intrattenitore: mangiare gli spaghetti con le caramelle (il piatto preferito di Buddy) diviene un must dopo l’uscita del film.

 

Lo spirito del Natale aleggia per tutta la pellicola, ma alla fine del film si resta leggermente dubbiosi. Come mai ci vuole il Natale per essere felici? La famiglia non dovrebbe riunirsi più spesso, a prescindere dalle feste?

La famiglia di Buddy, prima del suo arrivo, non era felice e dopo poco lo diventa, così, improvvisamente. Ecco, qui i film natalizi sbagliano: non ce n’è uno (che io sappia) che finisca male. Sì, ci sono i casi in cui i protagonisti stanno male, soffrono e via dicendo, ma alla fine tutto va bene. Tutto si ricompone, come i mobili dell’IKEA.

A Natale il cinema smette di essere realistico per diventare scontato, ed è un peccato perché il cinema dovrebbe mostrare la realtà per quella che è, o almeno introdurre un po’ di variazione sul tema. Sarebbe infatti molto interessante vedere un film che provi a raccontare quello che è il Natale effettivo di molte famiglie, fatto di ipocrisia e di noia. Difficile.

A questo proposito Elf ha una risposta in più per noi. La morale del film, infatti, è che Natale non dura un giorno, bensì tutto l’anno. Certo, magari dopo questa festività si potrebbe tornare ai vestiti normali, ma il concetto è quello.

FONTI

Visione diretta