Un’ucronia ambientata in una New York anni ’50 alternativa in cui la Seconda Guerra Mondiale non è mai scoppiata – come potrebbe apparire? Una tra le ipotesi potrebbe comprendere una fioritura tecnologica impensabile, nonché una società che da una parte sdogana sessualità e nudità, ma dall’altra de-umanizza l’individuo e gli impedisce di soddisfare desideri che essa stessa promuove e esacerba.

È questo il contesto in cui facciamo la conoscenza di Morgan Lost, cacciatore di serial killer, partorito dalla prolifica mente di Claudio Chiaverotti (già creatore di Brendon e autore di numerose storie di Dylan Dog e Martin Mystère) per Sergio Bonelli Editore.

Claudio Chiaverotti

Già dal primo albo capiamo di doverci divincolare tra le sfaccettature di un main character a dir poco complesso, nella personalità così come nel background: la maschera tatuata sul suo volto, infatti, non è un semplice elemento estetico, ma la testimonianza di un evento traumatico che condizionerà molte delle future scelte del «figlio» di Chiaverotti.

A questo aggiungiamo interessanti caratterizzazioni quali una lancinante insonnia, la passione per i B-movies, il ricorrente incontro con i fantasmi degli assassini da lui uccisi, e un daltonismo che lo porta a vedere la realtà unicamente entro sfumature di rosso e di grigio (peculiarità che si riflette nei disegni del fumetto stesso).

Ma dopo due anni e ventiquattro albi – di grande successo –, ecco che Chiaverotti decide di sbaragliare le carte in tavola, presentando da questo 18 novembre un numero in formato più grande e di lunghezza rivista, “per avvicinarci ai gusti, tempi e abitudini di lettura” degli appassionati.

Morgan Lost

Ma non è solo la forma a cambiare: Origini – questo il titolo dell’albo – è soltanto il primo di una serie di dieci mensili che comporteranno una variante cronologica rispetto alla storia originale: verranno infatti narrati gli antefatti e “le vicende che hanno mutato il quieto gestore di un cinema d’essai in un determinato (e forse un po’ psicopatico) cacciatore di serial killer”. Morgan Lost – Dark novels è il nome scelto per questa nuova avventura narrativa.

Scopriamo così gli eventi legati al tatuaggio di Morgan e alla scomparsa della sua fidanzata, per poi rivivere assieme a lui i tempi del corso per diventare cacciatore di taglie, il primo incontro con Pandora Stillman (sua insegnante e più grande criminologa della città) e con molti degli altri comprimari della serie, nonché le storie retrostanti il possesso del suo peculiare loft e dell’auto «phantom corsair».

Ma il buon Chiaverotti sa bene che i suoi lettori non si accontentano di venire a conoscenza del – seppur appassionante e articolato – passato del loro amato protagonista, no. Chi legge Morgan Lost vuole sangue, vuole splatter, vuole vedere le vignette macchiarsi di rosso e colare follia. Non a caso, primaria rilevanza in questa serie è assunta dai serial killer stessi, tanto che essi si impongono in primo piano perfino nelle copertine degli albi.

Crudeli, calcolatori e privi di empatia, di volta in volta più fantasiosi nel loro macabro gioco della morte, di volta in volta più efferati e – dettaglio da non sottovalutare – complessi e coerenti dal punto di vista psicologico. E Morgan indaga, fiuta, scova, cattura e, non di rado, uccide, quasi con lo stesso coinvolgimento e la stessa mania ossessiva con cui i «suoi» assassini perpetrano i loro crimini.

Sì, perché Morgan Lost riprende molte delle caratteristiche dell’antieroe, figura così cara alla tradizione fumettistica, con i suoi schemi mentali travagliati e i suoi dubbi e battaglie interiori che non sempre conducono alla scelta migliore o moralmente retta. Un personaggio che, nell’universo bonelliano, conquista di diritto un posto di rilievo – e che, con la continuazione di Dark novels, scopriremo colorarsi di sempre nuove sfaccettature.

E che dire del già annunciato crossover con Dylan Dog? Ma di questo parleremo più avanti…


FONTI
Morgan Lost Dark Novels n°0, Origini, soggetto e sceneggiatura di Claudio Chiaverotti, disegni di Val Romeo, copertina di Fabrizio De Tommaso, colorazione di Arancia Studio, lettering di Valentina Pejrano, novembre 2017, Sergio Bonelli Editore.