12:30 am
13 dicembre 2017

Neutral Milk Hotel: quando l’indie non era ancora moda

Neutral Milk Hotel: quando l’indie non era ancora moda

Chi sono i Neutral Milk Hotel? Questo nome potrà suonare familiare agli appassionati di alternative rock, ad altri non dirà assolutamente nulla, o farà pensare ad una delle tante nuove band indie/hipster del momento dal nome strambamente cool. Tuttavia, il gruppo americano nuovo non lo è affatto, ma ha a che fare in modo indiretto con il fenomeno hipster: ne è considerato da molti il fondatore o, per meglio dire, il precursore.

I Neutral Milk Hotel nascono nel 1989 a Ruston, Louisiana, dalla mente del cantante, chitarrista e songwriter Jeff Mangum e di altri musicisti provenienti dall’Elephant 6 Recording Company (conosciuto più semplicemente come Elephant 6), collettivo di artisti americani che nel corso degli anni ’90 sforna diverse band indipendenti. Jeff Mangum è tra i fondatori del collettivo e, insieme ai suoi membri, condivide l’amore per il pop e la psichedelia anni ’60, il folk, la sperimentazione e l’astrattismo, elementi che sembrano proprio caratterizzare il sound ed i testi dei Neutral Milk Hotel.

Neutral Milk Hotel – In The Aeroplane Over The Sea

La loro carriera copre un decennio, dal 1989 al 1999, durante il quale due dischi vedono la luce: On Avery Island (1996) e In the Aeroplane Over the Sea (1998). Quest’ultimo in particolare diviene l’emblema del gruppo e ne racchiude, effettivamente, l’essenza. A partire dalla copertina: prodotta da Chris Bilheimer (stesso artista dietro numerose copertine dei REM e Nimrod dei Green Day), trae ispirazione da una cartolina vintage europea, raffigurante degli allegri bagnanti con le braccia alzate verso il cielo, intenti a salutare un presunto “Aeroplane over the sea”. Bilheimer aggiunge il suo tocco personale all’illustrazione, rimpiazzando la testa della bagnante in primo piano con un tamburo, gettando un’ulteriore nota di mistero in un’atmosfera dai toni già magici, cupi e surreali.

Tuttavia, il vero mistero dell’album è nascosto nei suoni eclettici e nei testi delle canzoni che lo compongono. I brani scritti da Mangum si presentano come una miscela di pensieri e riflessioni personali (riguardanti la morte, l’amore e la spiritualità) che si incastrano in un mondo immaginario ispirato alla vita di Anne Frank, la giovane di origini ebraiche rifugiatasi in Olanda con la famiglia a causa delle persecuzioni naziste. La lettura del celebre diario di Anne ha un forte impatto sul musicista, tanto che le sue notti si popolano di ricorrenti sogni (o forse incubi?) riguardanti una famiglia ebrea ai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Sarebbero proprio queste visioni incessanti a far crescere in lui l’urgenza di rendere la storia di Anne Frank il filo conduttore dell’intero album. Quello che ne vien fuori sono canzoni dai testi spesso inaspettatamente positivi e fiduciosi nell’avvenire, talvolta lugubri, tanto impenetrabili quanto affascinanti, in un disco che vede il fondersi perfetto tra pop, folk-rock e psichedelia, contemplato “Tra i capolavori assoluti della musica indipendente degli anni ‘90” (Ondarock, Pietre Miliari, 1998, Neutral Milk Hotel – In the aeroplane over the sea).

Neutral Milk Hotel (15 April 1998 @ Satyricon, Portland–photo by Jason McQuilliams)

Cosa è successo, poi, ai Neutral Milk Hotel? La band si scioglie in seguito al glorioso tour di In the aeroplane over the sea: Mangum, mente del gruppo, personalità spiccatamente sensibile e tormentata, attraversa una crisi creativa e personale, culminante in un vero e proprio esaurimento nervoso. Il 2013 vede una reunion della band con la formazione originale al completo, un tour che si protrae per tutto il 2014 fino all’estate del 2015, poi più nulla.

I Neutral Milk Hotel hanno saputo creare un piccolo pezzo di storia della musica, influenzando diversi artisti (tra cui The Dresden Dolls o la più commerciale Kesha), trasportando i fans in uno strano universo incantato, quando l’indie non era ancora fashion e gli hipster non invadevano il pianeta.

 


 

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