06:59 pm
19 novembre 2017

La storia di una donna barbuta: Maddalena Ventura

La storia di una donna barbuta: Maddalena Ventura

Siamo nel 1631 e una donna cinquantaduenne, Maddalena Ventura, si trasferisce a Napoli da Accumuli, il suo paese natale, chiamata dal viceré perché considerata un “grande miracolo della natura”.

Cosa la rende così speciale? Quale grande “miracolo” porta con sé?

Troviamo la risposta guardando l’ ultima puntata della serie tv sorrentiniana : The Young Pope.

Intorno al ventesimo minuto notiamo il “Papa Giovane”, Pio XIII, che si avvicina a un bambino seduto da solo, intento ad osservare i due dipinti appesi davanti a lui. Lenny Belardo instaura un piccolo e veloce dialogo con il bambino e da queste poche battute trarrà un grande insegnamento.

Guardando uno dei due dipinti il bambino afferma: “Non la voglio una mamma con la barba”. La risposta di Lenny arriva subito con un “Bisogna sapersi accontentare di quello che si ha” che nasconde un velo di malinconia. “Io non mi voglio accontentare” così le parole del bambino spiazzano il giovane Papa.

Jusepe de Ribera, Maddalena Ventura con il marito e il figlio

L’ affermazione del bambino risponde alle nostre domande iniziali.

Il dipinto in questione, Maddalena Ventura con il marito e il figlio, mostra la donna che allatta il suo neonato e il marito, Felice de Amici, a destra dietro di lei: un bel quadro familiare insomma. La particolarità è, però, che la donna non sembra una vera donna ma un uomo a tutti gli effetti: lineamenti e corporatura massiccia, viso coperto da una folta barba.

Jusepe de Ribera, detto Spagnoletto, pittore spagnolo attivo a Napoli nella prima metà del 1600, dipinge un’opera di carattere documentaristico: un’atipicità di una donna che è affetta da irsutismo (fenomeno della crescita di peli in individui di sesso femminile, in zone dove normalmente dovrebbero essere assenti).

I soggetti, dipinti a figura piena, sono immersi nell’oscurità e il pittore usa un gioco di luce per sottolineare gli unici aspetti femminili della donna: gli abiti e il grande seno tondeggiante attraverso il quale Maddalena allatta il suo pargolo. Alcuni studiosi considerano il bambino come l’ultimo nato della coppia mentre per altri è difficile che quel pargolo sia il figlio di Maddalena poiché al momento del dipinto aveva 52 anni.

Jusepe gioca molto sul chiaro-scuro anche per illuminare dei dettagli: le rughe e i segni dell’età sul volto della coppia, gli sguardi quasi rassegnati fissi sullo spettatore.

A sinistra della donna troviamo due blocchi di pietra recanti un’iscrizione in latino che fornisce informazioni sui personaggi, sull’artista, la data e il luogo del ritratto:

« Un grande miracolo della natura
Maddalena Ventura
dalla città di Accumoli
presso i Sanniti, dall’Abruzzo
del Regno di Napoli, di anni 52
e ciò che è inusuale è che
quando aveva 37 anni di età
inizio a coprirsi di peli e
a sviluppare una barba così lunga
e rigogliosa che potresti vederla
su un maestro barbuto
piuttosto che su una donna
che in precedenza ha dato tre figli
a suo marito Felice de Amici,
che vedi vicino a lei.
Jusepe de Ribera
spagnolo insignito della
Croce di Cristo
nuovo Apelle del suo tempo
su incarico di Ferdinando II
3° duca di Alcalà viceré di Napoli
dipinse straordinariamente dal vivo
16 febbraio
anno 1631 »

Sopra i blocchi di pietra vi sono appoggiati un fuso, un arcolaio e un filo di lana che richiamano l’identità femminile di Maddalena.

Come disse Vittorio Sgarbiesistono mamme con la barba e i baffi”.


Informagiovani

Credits:

copertina

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *