Libri dimenticati, perduti, trovati per caso…il Filo di Arianna si addentra nel labirinto del tempo riportando alla luce antichi tesori.

 

Mai sottovalutare i consigli di un amico quando si tratta di libri soprattutto se la persona in questione ha ascoltato con pazienza le tue preferenze e, tra tanti tra cui scegliere, un pomeriggio autunnale ne tira fuori dallo zaino uno semplice e senza pretese. Sulla copertina bianca delle lettere nere in grassetto compongono il titolo Un matrimonio in provincia.

L’autrice del libro si firma come Marchesa Colombi, pseudonimo preso dalla protagonista di due opere di Paolo Ferrari, ma il suo vero nome è Maria Antonietta Torriani, famosa all’epoca, ma purtroppo piuttosto sconosciuta oggi.

Maria Antonietta Torriani (Marchesa Colombi)

Visse a cavallo tra l’Ottocento ed il Novecento, ebbe un’infanzia travagliata. Quando era ancora molto piccola il padre venne a mancare prematuramente e per questo lei e sua sorella maggiore Giuseppina furono costrette ad andare in un collegio e abbandonare la casa in cui erano cresciute. Inoltre, una volta ritornata, scoprì che la madre si era risposata per necessità e questo matrimonio aveva dato alla luce un fratellastro, detto “il vecchino” che le ragazze faticarono ad accettare. Quindi la Torriani decise di abbandonare nuovamente il nido familiare per rifugiarsi in un convento, dove prenderà il diploma da insegnante. Una volta lasciato il monastero cominciò a lavorare in una scuola elementare come educatrice.

Fu sicuramente stimata e lodata nel corso della vita per le sue idee femministe e perché fu sempre orientata verso la conquista dell’indipendenza e dell’emancipazione della donna. Scrisse soprattutto per un pubblico rosa di ogni strato sociale, cercò di farsi un nome anche nel mondo del giornalismo e di partecipare ai salotti letterari a cui veniva invitata. Rimase zitella fino ai trentacinque anni, frequentando nel frattempo uomini come Giosuè Carducci il quale le dedicò una poesia.

Giovanni Segantini, Ritratto della signora Torelli

A trentacinque anni si sposò con Eugenio Torelli Viollier, cofondatore del Corriere della Sera e Antonietta fu la prima firma femminile del giornale. Purtroppo il matrimonio tra i due non durò a lungo e la Torriani decise di trasferirsi a Torino e dedicarsi alla fondazione di associazioni per persone bisognose, abbandonando la scena letteraria e smettendo di pubblicare opere. Morì a Milano ad inizio Novecento.

Il libro in questione, Un matrimonio in provincia è caratterizzato dalla trama leggera e spumeggiante. La protagonista è Denza, diminutivo di Gaudenzia, una ragazze vissuta nella periferia novarese. Si può dire che ci sono alcuni contatti tra la vita dell’autrice e quella della protagonista del libro: la sorella maggiore di Maria, cugina di Denza, si chiama Giuseppina; il padre, in seguito alla morte della moglie, si risposa con un’altra donna; e insieme a questa avranno un figlio che le ragazze soprannomineranno “il vecchino”.

La trama è avvincente e divertente, ci sono vari intrecci amorosi e ci viene presentato un quadro completo della vita nell’Ottocento e dei suoi intrighi, dei processi di crescita della protagonista e di come si sviluppavano e gestivano gli innamoramenti e le infatuazioni. Denza è una ragazza molto bella e ironica ma allo stesso tempo profonda e fiduciosa nell’amore e fedele a Mazzucchetti, ragazzo elegante e ricco con cui  scambia sguardi carichi d’amore. Purtroppo la protagonista appartiene ad una classe sociale nettamente inferiore a lui e per questo motivo il matrimonio tra i due non sarà mai possibile anche se, in seguito ad alcuni incontri, hanno avuto l’opportunità di scambiarsi parole dolci e di conforto riguardo ai sentimenti che provavano l’uno per l’altro.

Denza, in seguito alla notizia del matrimonio tra il suo innamorato ed un’altra donna benestante e gentile, cerca di dimenticare i sentimenti privati e di dedicarsi alla cura della casa e alla famiglia. Tutte le sue amiche cominceranno a sposarsi e si sentirà sfiduciata riguardo al matrimonio e all’amore con la paura di rimanere da sola e senza qualcuno con cui condividere la sua vita, senza avere figli e amore, ma nel profondo sempre un po’ positiva perché una bellezza come lei non poteva rimanere sola a lungo.

Compiuti i ventisei anni finalmente riceve una proposta da un uomo più vecchio di lei ma di estrazione sociale elevata e molto dolce. Denza si sentirà felice di accettare e di avere così l’occasione di poter provare che cosa vuol dire vivere in coppia e avere un marito.

Il libro è piacevole e veloce da leggere e nonostante le poche pagine riesce a colpire e far riflettere.  Dall’infatuazione adolescenziale della protagonista, da questo amore travolgente, carico di passione e sentimento che viene protetto e nascosto agli occhi dei genitori perché impossibile e irrealizzabile, si passa ad una relazione più matura, dove i sentimenti reciproci non sono amorosi ma sicuramente c’è rispetto ed equilibrio.

Ogni ragazza può facilmente riconoscersi nel processo di crescita della protagonista e questo è il suo punto di forza, insieme al linguaggio semplice utilizzato e i quadri di vita quotidiana che vengono presentati e descritti in modo fedele e divertente.