Åsa è un’artista, una ragazza giovane e un po’ insicura; la famiglia non la capisce, i compagni della scuola superiore la considerano strana, una perdente. Ha voglia di nuove esperienze e finalmente riesce a trasferirsi, iscrivendosi ad una scuola d’arte. Lì, tutto ciò che la rendeva oggetto della derisione altrui diventa il suo punto di forza: i vestiti sempre neri, i capelli tinti, il trucco pesante diventano i tratti che la fanno spiccare nella massa e che la rendono una delle ragazze più popolari. Åsa pensa di vedere i suoi sogni realizzarsi, a maggior ragione quando incontra Niels, il ragazzo affabile, che piace a tutti, e che sembra volere proprio lei. «Ricominceremo tutto da zero, solo tu e io, ci lasceremo tutto alle spalle»; così le dice lui, e spazza via tutte le insicurezze che Åsa ha sempre avuto in sé.

Salvo poi iniziare a manifestare una gelosia esagerata che inizialmente, agli occhi di Åsa, è un’ulteriore dimostrazione di quanto sia importante per lui. Poco a poco Åsa inizia a passare ogni momento libero con Niels così che lui non debba preoccuparsi che lei parli con altre persone; non ha occhi che per Niels, così che lui non debba temere che lei sia attratta da altri; sorride sempre, così che lui non debba pensare che lei sia scontenta o insoddisfatta. Per Niels non è abbastanza: se lei chiude gli occhi mentre lo bacia, come può essere sicuro che stia pensando proprio a lui? Se lei lo abbraccia quando un altro ragazzo gli passa vicino, come può avere la certezza che lei non stia immaginando di abbracciare proprio quel ragazzo?

I cambiamenti di Åsa

I devi e non devi destabilizzano Åsa, che si convince di sbagliare tutto nel suo modo di porsi con il ragazzo che ama. Poi si aggiungono le insinuazioni, che poco alla volta annullano completamente la sua personalità: i piercing sono orribili, non mi piace quando le ragazze si tingono i capelli e si truccano… Åsa si trasforma in qualcosa che non le lascia esprimere se stessa; lo sa, questo non è amore, è violenza, è schiavitù. Ma, d’altra parte, lei e Niels sono la coppia perfetta: sempre appiccicati, come possono non essere felici? Così lei non trova le forze di allontanarlo. Finché la violenza verbale non diventa anche violenza fisica.

Regola n.1: Se ti picchia anche solo una volta, lascialo

Ma per andare dove? Quando hai rotto i ponti con tutti e hai imparato a credere che sia sempre colpa tua, che lo meriti e che non sarebbe successo niente di tutto questo se tu avessi detto e fatto le cose giuste.

Åsa Grennvall, 7° piano, Hop Edizioni, 2014

Åsa Grennvall ci regala con 7° piano una sentita riflessione sulla violenza domestica, trovando il coraggio di raccontare una storia che ha vissuto sulla sua pelle, per urlare a tutti, donne e uomini, che non è lontana, non è impossibile, non è qualcosa che ‘no, a me non potrebbe mai capitare’. 7° piano è il suo lavoro finale per il diploma alla scuola d’arte e diventa anche la sua prima graphic novel, forse semplice nel modo di raccontare, tanto nel tratto con cui disegna le sue tavole, quanto nell’uso della parola e dei meccanismi narrativi, ma verissima e di forte impatto. Il 7° piano è anche quello dell’appartamento in cui la protagonista viveva con Niels, quello dal quale si voleva buttare per porre fine alla violenza che viveva; non l’ha fatto, e grazie all’aiuto della famiglia e alla comprensione di professori ed autorità ha ripreso in mano la sua vita. Esperienze del genere segnano, non si dimenticano, e nell’ultima pagina ce lo ricorda: Niels non la perseguita più, ma a volte lo vede nei volti dei passanti, degli amici, persino della famiglia. Grennvall però, con la sua graphic novel, ce lo dice chiaro e tondo: è un atto di fede, c’è bisogno di coraggio, c’è bisogno di lottare, ma se ne esce.


FONTI

Åsa Grennvall, 7° piano, Hop Edizioni 2014